Il paradosso prende origine da quanto s’è visto all’Olimpico dove giallorossi e nerazzurri hanno mostrato pregi e difetti già palesati nel recente passato. All’intervallo gli uomini di Gasperini avevano costruito un castelletto di 2 gol prima di restare impigliati nella ragnatela degli avversari che hanno raggiunto il pareggio e sfiorato il sorpasso: doppietta di Konè da una parte, doppietta di Lautaro Martinez dall’altra. Ma c’è da capire perché la Roma, dopo aver offerto un gioco spettacolare e redditizio, torni in campo con le gambe molli e finisca per dilapidare la dote. Questione di tenuta fisica o di fragile mentalità? Allo stesso tempo va studiato il comportamento dell’Inter, inizialmente fuori registro in fase difensiva e poi esaltante nella sua ormai cronica “remontada”: per la quarta volta gli uomini di Chivu sono andati sotto di 2 reti nel primo tempo, 3 in campionato, una in Champions League. Diceva il grandissimo Indro Montanelli che 3 indizi fanno una prova, figuriamoci 4. “Bisogna preparare meglio l’approccio alle partite” ha detto il capitano Martinez riferendosi probabilmente ai compagni più che al tecnico. Ma non sempre sarà possibile partire dallo 0-2, specie in Europa. Una cosa è certa. All’Olimpico abbiamo visto le nostre due migliori squadre con la Roma che ha parzialmente colmato il gap dall’Inter. E l’esame di laurea si svolgerà alla ripresa del campionato nel fortino del Como.

Chi mai avrebbe immaginato, invece, che la Lazio di Gattuso si ritrovasse in cima alla classifica con 4 vittorie (l’ultima a Venezia) e un pareggio, grazie in particolare alla difesa superata appena in 3 occasioni. Neanche il più incallito dei tifosi. Ma sarà dura per i biancocelesti tenere questo ritmo fino a primavera. Formidabili centrocampisti, insuperabile il portiere Mandas che ha parato di tutto, compreso un rigore sullo 0-0. Come dire: tutto gira al meglio da quelle parti

Risalgono Juventus e Milan. Al netto dei tanti infortuni i bianconeri hanno superato di forza l’Atalanta vendicando il ko della scorsa stagione e portandosi a 3 lunghezze dalla vetta. Se Sarri è in discussione, Spalletti respira. Bene il Milan, vittorioso sul Lecce, con i “vecchi” Pulisic e Rabiot in grande spolvero: chissà se Amorim ha capito che sono insostituibili. Il Napoli è rimasto a 6 punti dalle prime dopo il pari pasticciato di Firenze: così non è da scudetto.

Clamoroso il tonfo del Como che, invece di raggiungere la vetta, ha perso a Frosinone, è stato superato dall’incredibile Cagliari e appaiato dai ciociari. Ma sono altrettanto incredibili i gol falliti, in parte per imprecisione, in parte per la straordinaria prova del portiere Palmisani, nel mirino della Juventus.