NEW YORK – Anthony Albanese porterà davanti a Donald Trump le preoccupazioni australiane sull’intelligenza artificiale, sostenendo la necessità di introdurre maggiori salvaguardie mentre il dibattito globale sulla velocità di sviluppo della tecnologia si intensifica.

Il primo ministro si trova a New York per l’Assemblea generale delle Nazioni Unite, dove sono previsti numerosi incontri bilaterali nel corso della settimana.

Un colloquio formale con il presidente statunitense non è stato confermato, ma i due avranno occasione di incontrarsi durante un ricevimento organizzato da Trump nell’ambito della settimana ad alto livello dell’ONU.

Albanese ha dichiarato che presenterà le proprie preoccupazioni sia pubblicamente sia nei colloqui privati.

“Abbiamo una posizione sull’intelligenza artificiale: servono adeguate garanzie - ha detto ai giornalisti -. Sosterrò questa posizione in privato così come la sostengo pubblicamente”.

Il primo ministro ha aggiunto di avere un rapporto “molto positivo e costruttivo” con Trump e di voler affrontare il tema in modo rispettoso.

La posizione australiana si differenzia da quella del presidente americano, che ha liquidato parte delle preoccupazioni sull’IA come una “bufala” e ha avvertito che un rallentamento nello sviluppo potrebbe far perdere agli Stati Uniti terreno rispetto alla Cina.

Albanese spera invece che i Paesi possano utilizzare la sede delle Nazioni Unite per coordinare nuove regole sul settore.

Il tema era già stato affrontato ieri (ora australiana) durante un incontro a porte chiuse con l’ex amministratore delegato di Apple Tim Cook nella sede dell’azienda in California.

Il governo federale prevede di presentare più avanti nell’anno una legislazione per introdurre standard nazionali sull’intelligenza artificiale.

Albanese ha inoltre lasciato aperta la possibilità di un sistema che permetta ai creatori di escludere le proprie opere dall’utilizzo per l’addestramento o lo sviluppo di sistemi di IA.

Le norme sul diritto d’autore sono indicate come uno dei possibili ostacoli per le aziende tecnologiche intenzionate a investire in Australia.

La campagna australiana coincide con gli appelli del capo di OpenAI Sam Altman e dell’amministratore delegato di Anthropic Dario Amodei per rallentare lo sviluppo della tecnologia.

Nel confronto con Trump, Albanese intende anche chiedere una de-escalation della guerra con l’Iran, che ha contribuito all’aumento dei prezzi mondiali del petrolio.

Secondo il primo ministro il conflitto sta avendo effetti diretti sull’inflazione globale e sull’economia australiana.