CANBERRA - L’Australia può guardare ai prossimi quarant’anni con ampie opportunità di crescita, ma dovrà affrontare contemporaneamente l’invecchiamento della popolazione, profondi cambiamenti tecnologici e un quadro internazionale sempre più frammentato e incerto.

È il messaggio che il ministro del Tesoro Jim Chalmers porterà oggi con la pubblicazione della settima edizione dell’Intergenerational Report, il documento del Dipartimento del Tesoro che proietta su un orizzonte di quattro decenni gli effetti delle politiche governative e delle principali trasformazioni economiche e demografiche.

“Il tenore di vita sarà più alto e le persone andranno in pensione con molta più superannuation, e quindi con maggiore sicurezza economica”, le parole del Tesoriere.

Il ministro avvertirà tuttavia che nessuna precedente edizione del rapporto aveva dovuto confrontarsi con sfide globali di questa portata, un quadro politico altrettanto difficile e prospettive così incerte.

“La scelta è semplice: tenere il passo e avere successo oppure restare indietro e languire”.

Secondo il rapporto, entro la metà degli anni Sessanta gli australiani vivranno più a lungo e in condizioni di salute migliori, ma avranno meno figli. Il Paese farà inoltre maggiore affidamento su fonti energetiche più pulite e sarà profondamente trasformato dalla tecnologia.

Per le bambine nate nel 2065-66 l’aspettativa media di vita dovrebbe sfiorare i 90 anni, mentre per gli uomini raggiungerebbe gli 86. In entrambi i casi si tratta di circa quattro anni in più rispetto ai livelli attuali.

Anche le prospettive per il debito pubblico risultano migliori rispetto al precedente rapporto del 2023: le nuove proiezioni indicano una riduzione di circa 500 miliardi di dollari rispetto alle stime formulate allora.

L’economia australiana dovrebbe diventare più che doppia rispetto alle dimensioni attuali, anche se il bilancio federale continuerà a essere sottoposto a forti vincoli.

Una parte rilevante di queste prospettive dipende tuttavia dall’intelligenza artificiale e dalla capacità dell’Australia di sfruttarne i possibili guadagni di produttività nel settore pubblico e in quello privato.

Il leader dell’opposizione Angus Taylor ha contestato in anticipo le conclusioni del governo, accusando il Partito laburista di basare le migliori prospettive di bilancio su ipotesi eccessivamente ottimistiche sulla produttività.