Saranno forse in pochi, al di fuori delle numerose famiglie di emigrati rofranesi, a conoscere Rofrano, piccolo paese di circa 1.600 abitanti nel Parco del Cilento, in provincia di Salerno. Eppure, da oltre 70 anni, una numerosa comunità originaria di questo centro ha messo profonde radici a Melbourne, soprattutto nei sobborghi a sud-est della città, senza mai dimenticare la terra d’origine.

A testimoniare questo legame sono i festeggiamenti in onore di Maria Santissima di Grottaferrata, patrona di Rofrano, che da 44 anni riuniscono famiglie, amici e devoti. Anche quest’anno la comunità si è ritrovata sabato 12 settembre, prima nella chiesa di Christ Our Holy Redeemer di East Oakleigh e, in serata, al Freccia Azzurra Club di Braeside, dove oltre 360 persone hanno preso parte al tradizionale dinner dance.

A guidare l’organizzazione, ancora una volta, Biagio “Bill” Mazzeo e Frank Domine, affiancati da un ristretto ma instancabile gruppo di collaboratori e familiari.

Già prima della celebrazione, la chiesa era gremita di fedeli, mentre la Banda Musicale Italiana Vincenzo Bellini, diretta dal maestro Jason Vella, accompagnava l’attesa con un repertorio capace di ricreare, a migliaia di chilometri di distanza, l’atmosfera delle feste patronali dei paesi italiani.

“Ogni anno non c’è tempo per fermarsi”, racconta Mazzeo, ricordando il prezioso contributo di amici, parenti e famiglie rofranesi che sostengono l’organizzazione attraverso donazioni, sponsorizzazioni e prenotazioni. Un impegno che, con il passare degli anni, porta con sé anche una preoccupazione: riuscire a trasmettere alle nuove generazioni non soltanto la tradizione, ma anche la responsabilità di portarla avanti.

Dopo le tre serate della novena, la Messa solenne è stata celebrata da padre Maria Raju Godavarthi e accompagnata dal coro della chiesa. Al termine, la statua di Maria, opera dello scultore Giuseppe Stuflesser, è stata condotta in processione verso il cortile della scuola cattolica.

Per circa un’ora, quello spazio ha assunto quasi le sembianze della piazza di Rofrano: la banda, le famiglie riunite, i saluti tra vecchi amici e i fedeli raccolti davanti alla statua per pregare, ringraziare e lasciare un’offerta.

Per Frank Domine, la giornata è stata anche occasione per ricordare chi diede vita a questa tradizione. “A iniziare furono i nostri genitori”, racconta. Nei primi anni non c’era ancora l’attuale statua, ma un grande quadro della Madonna che veniva portato in processione. Le prime iniziative risalgono agli anni Settanta, grazie all’impegno di rofranesi come Nicola Cetrola, Filippo Speranza, Giuseppe Guerrieri, Domenico Mazzeo e Antonio Cetrola.

Dopo alcuni anni di pausa, nel 1981 una nuova generazione riprese le redini dei festeggiamenti, dando continuità a una tradizione arrivata fino a oggi. L’attuale gruppo di lavoro comprende Biagio e Antonia Mazzeo, Frank Domine, Tony e Rosa Lettieri, Antonio e Rosa Cetrola, Giovanni e Maria Losinno.

Particolarmente significativa resta la presenza delle famiglie più giovani, molte delle quali partecipano con i propri figli. Un segnale importante per una comunità che continua a interrogarsi sul futuro delle proprie tradizioni e sulla necessità di un ricambio generazionale.

In serata, la celebrazione si è trasferita al Freccia Azzurra Club di Braeside. Oltre 360 commensali hanno riempito il salone per il dinner dance, accompagnato dalla musica del duo Mixit, con Nick Cetrola, e della Reaction Band. Tra musica, balli, lotterie e momenti di condivisione, la serata ha restituito ancora una volta l’immagine di una comunità profondamente legata alle proprie origini.

“Per tanti dei nostri anziani stare insieme ad altri compaesani è importante”, osserva Mazzeo. Ed è forse proprio questo il significato più profondo di una tradizione che resiste da oltre quattro decenni: ritrovarsi, riconoscersi e continuare a trasmettere ai più giovani il legame con quella piccola Rofrano lasciata tanti anni fa, ma mai davvero dimenticata.