BUENOS AIRES - Una città trasformata in un enorme circuito, migliaia di runner provenienti da ogni parte del mondo e il Kenya ancora una volta grande protagonista. La Maratona di Buenos Aires 2026 ha regalato spettacolo e partecipazione nella mattinata di domenica 20 settembre, confermandosi uno degli appuntamenti podistici più importanti del Sudamerica.
A prendersi la scena nella prova maschile è stato Bethwel Kibet Chumba. Il keniano ha tagliato per primo il traguardo dopo poco più di due ore e otto minuti di gara, imponendo il proprio ritmo lungo i 42,195 chilometri del percorso della capitale argentina.
Alle sue spalle si è piazzato il ruandese John Hakizimana, autore a sua volta di una prova di alto livello, mentre il terzo gradino del podio è andato a un altro atleta keniano, Felix Kiptoo Kirwa. Una gara combattuta nelle posizioni di vertice, risolta soltanto nella parte conclusiva dopo oltre due ore ad altissima intensità.
La giornata era cominciata molto presto. La zona di partenza ha aperto i propri servizi già alle 5 del mattino, mentre alle 7 è scattata ufficialmente la maratona dall’incrocio tra Avenida Presidente Figueroa Alcorta e Dorrego, nel quartiere di Palermo.
Al via ben 16.384 partecipanti, tra professionisti e appassionati, con 10.615 argentini e 5.769 atleti arrivati dall’estero. Numeri che raccontano la dimensione ormai internazionale dell’evento: in totale sono stati rappresentati 64 Paesi dei cinque continenti, oltre a tutte le 24 giurisdizioni dell’Argentina. Importante anche la presenza femminile, con 5.246 donne iscritte.
Se Chumba ha portato il Kenya sul gradino più alto del podio maschile, la prova femminile ha avuto un dominio ancora più netto da parte della nazione africana.
A imporsi è stata Rebecca Kangogo Chesir, protagonista di una prestazione da ricordare. La keniana ha completato la maratona in 2h23’36”, un tempo che le ha permesso non soltanto di conquistare la vittoria, ma anche di stabilire il nuovo record del circuito di Buenos Aires.
Alle sue spalle hanno completato una tripletta tutta keniana Rodah Jepkorir Tanui, seconda con il tempo di 2h24’49”, ed Emmah Cheruto Ndiwa, terza in 2h26’55”.
Non sono mancate le soddisfazioni anche per gli atleti di casa. Nella classifica maschile, Ignacio Erario è stato il migliore degli argentini e ha conquistato il titolo nazionale chiudendo la prova in 2h16’42”.
Alle sue spalle si è piazzato Ignacio Reyes, secondo tra gli argentini in 2h21’46”, mentre Esteban Angulo ha completato il podio con il tempo di 2h23’01”. Il cileno Ricardo Rojas, con 2h14’47”, è risultato invece il miglior atleta sudamericano della competizione.
Tra le donne argentine la festa è stata per Chiara Mainetti, capace di fermare il cronometro a 2h38’25” e conquistare il titolo nazionale. Secondo posto per Anahí Castaño, che ha concluso in 2h44’21”, davanti a Mercedes Piredda, terza con 2h48’11”.
A rendere speciale la manifestazione è stato ancora una volta lo scenario. Il percorso ha attraversato alcuni dei quartieri e dei luoghi più rappresentativi della capitale argentina, accompagnando i runner attraverso Palermo, Recoleta, Retiro, Puerto Madero e La Boca.
Durante i 42,195 chilometri della prova, gli atleti hanno corso nel cuore di Buenos Aires passando anche nelle vicinanze di alcuni dei suoi simboli più conosciuti, dall’Obelisco al Teatro Colón, fino alla Casa Rosada e alla Cattedrale Metropolitana.
La partenza e l’arrivo nella zona di Figueroa Alcorta e Dorrego hanno completato un tracciato capace di unire sport e alcuni degli scorci più caratteristici della città.
Organizzata dall’Asociación de Carreras y Maratones Ñandú, la competizione può inoltre vantare il World Athletics Label, riconoscimento assegnato alle manifestazioni che rispettano specifici standard internazionali.
Una domenica di festa, dunque, per Buenos Aires e per le migliaia di persone che hanno riempito le sue strade. Tra record, titoli nazionali e una partecipazione internazionale sempre più numerosa, l’edizione 2026 ha confermato il peso della maratona nel calendario sudamericano. E sul traguardo della capitale argentina, ancora una volta, a sventolare più in alto di tutte è stata la bandiera del Kenya.