Lasciare la propria terra d’origine non significa recidere ogni legame, ma mantenere vive quelle radici che continuano a raccontare identità, storia e appartenenza. Con questo spirito, sabato 12 settembre il Sortino Social Club si è riunito nella propria sede per una cena danzante in onore della patrona Santa Sofia e per celebrare il 58mo anniversario della fondazione.

Ad accogliere gli ospiti sulla porta, con un sorriso, c’era Sofia Giuliano, membro del comitato, mentre in sala erano già pronti vassoi di aperitivi e stuzzichini. “Il menù per le 170 persone presenti prevede un antipasto a base di gamberi al peperoncino dolce su letto di riso, lasagna, scaloppina di vitello con contorno e, per concludere, torta e gelato”, spiega Ottavia Marinacci, segretaria del club.

La storia di Santa Sofia ha dell’incredibile. Nata a Istanbul, secondo la tradizione la giovane fuggì dal padre per potersi convertire al cristianesimo e trovò rifugio a Sortino, piccolo Comune in provincia di Siracusa che oggi conta circa 8.000 abitanti. Fu però raggiunta dal padre e, dopo essersi rifiutata di rinnegare la propria fede, venne uccisa per suo ordine.

I sortinesi sono particolarmente orgogliosi della loro patrona, anche a migliaia di chilometri dalla Sicilia. Negli anni Settanta, la comunità residente a Melbourne riuscì infatti a far realizzare una statua della Santa dallo scultore italo-australiano Ernesto Murgo. Oggi la statua si trova nella chiesa di San Giovanni Battista a Koo Wee Rup, testimonianza concreta del legame che continua a unire gli emigrati alla propria terra d’origine.

“La comunità sortiniana che vive a Melbourne è molto unita e non ha perso i contatti con chi è rimasto in Italia”, racconta il presidente Paul Giuliano. “Tre anni fa, durante la nostra festa, siamo riusciti a organizzare un collegamento con l’Italia e a parlare con il sindaco”. Un momento di grande emozione, che racconta bene la particolare condizione di chi vive lontano da casa: avere due luoghi da chiamare casa, due patrie e, in qualche modo, due identità.

Durante il discorso di apertura, davanti alla grande torta decorata con l’immagine della Santa patrona, Giuliano ha ricordato con orgoglio anche la storia della sede. Ha raccontato che suo padre fu tra i primi presidenti del Sortino Social Club, quando l’associazione aveva ancora sede in una piccola casetta. Nel 1982 venne acquistata l’attuale sede, completamente ristrutturata e abbellita, fino all’inaugurazione del 9 dicembre 1989.

Una comunità con una lunga storia, dunque, ma ancora capace di guardare al presente e di fare festa insieme. A rendere speciale la serata ci ha pensato la Sour Grapes Band, che con energia e bravura ha accompagnato gli ospiti sulla pista da ballo, tra canti e musiche della tradizione popolare, antica e più recente.