“Roma non è solo un museo a cielo aperto”, afferma Chiara Mauri, console generale d'Italia a Melbourne, inaugurando l'incontro al Melbourne Museum organizzato da ENIT e dal Consolato. Mauri ricorda come nella capitale italiana storia e vita contemporanea convivano fianco a fianco: si cammina su strade millenarie per ritrovarsi, in pochi minuti, immersi in gallerie d'arte, studi di design o ristoranti moderni. Si possono contemplare i capolavori di Michelangelo e Bernini scoprendo, al contempo, la creatività dei talenti contemporanei italiani. A detta di Mauri, Roma resta una città di incontri, capace di accogliere le influenze esterne e trasformarle in un'essenza unicamente romana.

Al centro dell'evento c'è Rome: Empire, Power, People, la mostra che, fino al 25 ottobre, presenta al Melbourne Museum oltre 180 reperti originali provenienti dal Museo Nazionale Romano e dal Museo Archeologico Nazionale di Firenze. Attraverso sculture, affreschi, mosaici e gioielli, l'Impero Romano emerge non soltanto attraverso le vicende belliche e i suoi regnanti, ma anche attraverso la vita quotidiana, raccontando il lavoro, i viaggi, le feste e la spiritualità dei suoi abitanti. Con il sostegno di Contemporanea Progetti, delle famiglie italo-australiane e di Brunetti Classico, il Melbourne Museum arricchisce la mostra con un programma di attività che comprende rassegne cinematografiche, eventi gastronomici e serate a tema. All'interno del museo, Brunetti Classico ha inoltre inaugurato un nuovo caffè. Per la console Mauri, la mostra è la prova di ciò che Italia e Australia possono costruire insieme quando istituzioni, musei e comunità collaborano.

A seguire è intervenuto Emanuele Attanasio, Country Manager di ENIT per Australia e Nuova Zelanda, con un discorso che è andato oltre il museo per concentrarsi sulla Roma contemporanea. Attanasio ha parlato di Roma come di una città che continua a trasformarsi grazie ai lavori legati al Giubileo: da dicembre 2025, la Metro C arriva nel centro archeologico di Roma, trasformando il tragitto dei passeggeri in un vero viaggio tra gli scavi. “Sono stato fortunato a esserci di persona a gennaio”, ha raccontato Attanasio. Grazie ai reperti esposti lungo le scale della nuova stazione, ogni pendolare si trasforma quotidianamente in un visitatore di un piccolo museo a cielo aperto, spesso senza nemmeno accorgersene. Il progetto della Metro C proseguirà fino a Piazza Venezia, mentre in superficie il Giubileo ha accelerato gli interventi su strade e piazze, per una Roma pensata per essere vissuta a piedi. Anche aree archeologiche meno note stanno riaprendo dopo lavori di restauro, ampliando l'esperienza dei visitatori oltre i siti più famosi. Attanasio ha poi citato il calendario culturale del 2026 della Capitale: una mattina si può esplorare la Roma antica, poi nel pomeriggio scoprire i capolavori di Kandinskij o Vermeer e infine, la sera, vivere la creatività della città contemporanea tra moda e design. Il Romaeuropa Festival porta in scena oltre mille artisti in tutta la città tra settembre e novembre, a testimonianza di una Roma che, secondo le parole degli organizzatori, “è eterna ma di certo non sta ferma”.

L'incontro si è chiuso con un invito al pubblico australiano: tornare a vedere Roma con occhi nuovi, o scoprirla per la prima volta. La console Mauri ha esordito dicendo che Roma appartiene all'Italia, ma per certi versi appartiene anche a chiunque la visiti, portando con sé il ricordo o il desiderio di farvi ritorno.  “Spero che l'evento di oggi vi dia un assaggio di quella Roma”, ha concluso la Console.