CANBERRA – Per la prima volta dalla fine della Seconda guerra mondiale, il Parlamento federale avvia un esame organico sulla capacità dell’Australia di resistere alle conseguenze economiche, logistiche e sociali di un conflitto.

La nuova commissione parlamentare sulla Difesa dovrà verificare in che modo imprese, amministrazioni e comunità possano contribuire alla protezione nazionale, assicurando la continuità del governo e la distribuzione di carburanti, fertilizzanti, alimenti e altri beni indispensabili.

Una fonte dell’esecutivo ha precisato che Canberra non ritiene inevitabile una guerra, ma considera necessario prepararsi agli effetti di uno scontro in Asia o, nello scenario più grave, sul territorio australiano.

Il vice primo ministro Richard Marles ha osservato che il lungo periodo di pace ha spinto il Paese a trascurare la capacità di funzionare durante un’emergenza militare.

“È un ambito che non ha ricevuto molta attenzione nella politica pubblica australiana dalla fine della Seconda guerra mondiale”, ha dichiarato.

Secondo Marles, il rapporto tra economia civile e forze armate sarebbe determinante in qualsiasi contingenza. La preparazione non riguarderebbe quindi soltanto le capacità militari, ma anche trasporti, industria, energia, comunicazioni e catene di approvvigionamento.

La commissione, composta da rappresentanti del Partito laburista e della Coalizione ma priva di parlamentari indipendenti e dei partiti minori, esaminerà punti di forza e lacune della preparazione civile nazionale.

La presidente, la senatrice Laburista Deb O’Neill, ha affermato che la difesa della sovranità non può essere affidata esclusivamente al personale militare, ma coinvolge ogni settore dell’economia e della società.

Il vicepresidente, il senatore liberale Dave Sharma, ha paragonato le misure da adottare a polizze assicurative contro un quadro strategico più incerto. A suo giudizio, l’Australia deve sviluppare maggiore autosufficienza e capacità di assorbire shock internazionali.

Uno dei principali oggetti dell’inchiesta sarà la dipendenza dalle importazioni. La guerra in Iran ha mostrato quanto rapidamente un’interruzione delle rotte commerciali possa incidere sulla disponibilità di carburante e materie prime agricole.

I parlamentari valuteranno anche la protezione delle infrastrutture essenziali, la cooperazione con industrie strategiche e i sistemi necessari per mantenere attivi produzione alimentare, sanità, energia e telecomunicazioni.

L’indagine prenderà in esame i modelli adottati da altri Paesi. Stati nordici e baltici, esposti al rischio di un’aggressione russa, hanno introdotto programmi nazionali estesi e piani civili capaci di coordinare popolazione, aziende e istituzioni.

Il governo australiano non ha mostrato interesse per il ritorno della leva obbligatoria. Tuttavia, sia la Defence Strategic Review del 2023 sia la National Defence Strategy di quest’anno hanno indicato come prioritaria una preparazione nazionale più solida dinanzi a crisi esterne.