CANBERRA – L’Australia spenderà quasi 27 miliardi di dollari per costruire le prime tre fregate Hunter-class nei cantieri Osborne di Adelaide, un programma che dopo anni di ritardi, revisioni e aumenti di costo continua a dividere governo, esperti e industria della Difesa.
La prima delle sei navi previste ha recentemente raggiunto una nuova fase della costruzione con l’unione di due grandi sezioni dello scafo ed è attesa per la consegna nel 2032.
Il ministro per l’Industria della Difesa Pat Conroy ha riconosciuto che il progetto rappresenta un esempio di come requisiti troppo ambiziosi possano compromettere costi e tempi, ma sostiene che il risultato finale giustificherà l’investimento.
“Stiamo ottenendo la più avanzata nave da guerra antisommergibile al mondo”, ha dichiarato.
Con il 98 per cento del commercio australiano affidato alle rotte marittime, Conroy ritiene essenziale disporre di unità capaci di proteggere i traffici, scoraggiare potenziali avversari e individuare sommergibili.
Il programma venne annunciato dal governo Turnbull nel 2018 sulla base della fregata britannica Type 26 di BAE Systems. Allora si prevedevano nove navi per 35 miliardi di dollari e l’ingresso in servizio della prima entro la fine degli anni Venti.
Nel 2020 la previsione salì a 45 miliardi. Il governo Albanese ha successivamente ridotto il numero complessivo da nove a sei.
Fin dall’origine, tuttavia, l’Australia non scelse una soluzione realmente pronta all’uso. Alla Type 26 sono stati aggiunti il radar australiano CEA phased array e il sistema di combattimento statunitense Aegis, aumentando capacità ma anche complessità tecnica.
Conroy accusa il precedente governo della Coalizione di avere presentato come quasi standardizzato quello che, in realtà, era un progetto di sviluppo.
Le modifiche dovrebbero consentire alle Hunter non soltanto di individuare sommergibili, ma anche di contrastare minacce aeree e condurre operazioni contro obiettivi navali e terrestri.
È proprio questa ambizione a suscitare le maggiori critiche.
Marcus Hellyer, responsabile della ricerca di Strategic Analysis Australia, sostiene che la nave tenti di svolgere troppi compiti contemporaneamente. Ha inoltre osservato che dispone di sole 32 celle verticali per missili, contro le 96 presenti su molti cacciatorpediniere statunitensi.
Secondo Hellyer, l’Australia rischia quindi di spendere somme enormi per poche unità di superficie molto costose, proprio mentre missili, droni e sistemi autonomi rendono sempre più vulnerabili le grandi navi da guerra.
Di segno opposto la valutazione di Alessio Patalano, professore di guerra e strategia dell’Asia orientale al King’s College London, secondo cui le moderne unità navali restano piattaforme fondamentali per proiettare potenza e operare in sicurezza.
Il programma Hunter ha inoltre un obiettivo industriale più ampio: ricostruire una capacità permanente di cantieristica navale ad Adelaide dopo il vuoto produttivo seguito alla costruzione dei cacciatorpediniere della classe Hobart.
BAE punta, a regime, a completare una fregata ogni 18-24 mesi.
Le competenze sviluppate a Osborne dovrebbero inoltre contribuire alla costruzione dei futuri sommergibili nucleari AUKUS-class, che nasceranno negli impianti adiacenti.
La trasformazione della Marina comprenderà nei prossimi due decenni le fregate delle classi Hunter e Mogami, insieme ai sommergibili Virginia-class e AUKUS-class.
“Stiamo più che raddoppiando la flotta di superficie e acquisendo anche i sommergibili AUKUS - ha concluso Conroy -. È un investimento costoso, ma ne varrà la pena”.