GIACARTA – È una corsa contro il tempo nel Mar di Giava, dove proseguono le ricerche di almeno 129 persone disperse dopo il ribaltamento di un traghetto con più di 240 persone a bordo, sorpreso domenica dal maltempo durante la traversata verso l’isola del Borneo.
Almeno 108 persone sarebbero state tratte in salvo, mentre sono stati recuperati i corpi di sei passeggeri. Le operazioni di ricerca si stanno concentrando nelle acque attorno alla Virgo Transport 8, l’imbarcazione capovolta, ma ancora a galla.
Il traghetto era partito da Surabaya, nell’East Java, ed era diretto a Banjarmasin, nella provincia del South Kalimantan. Prima di lanciare la richiesta di soccorso, il comandante aveva segnalato condizioni del mare particolarmente difficili, con onde alte fino a tre metri, riferendo successivamente che l’imbarcazione si stava inclinando.
Le operazioni di soccorso sono state progressivamente ampliate e nel pomeriggio di ieri, domenica 13 settembre, erano impegnate nelle ricerche una dozzina di imbarcazioni, tra cui quattro unità della Marina, oltre a due elicotteri. Alle squadre specializzate si sono aggiunti rimorchiatori e altre navi che si trovavano nella zona al momento dell’incidente.
Secondo le prime informazioni, l’ultima posizione conosciuta della Virgo Transport 8 si trovava nel Mar di Giava, a circa 148 chilometri da Banjarmasin.
Il registro di bordo indica la presenza di 243 persone, tra 213 passeggeri e 30 membri dell’equipaggio, anche se in Indonesia il numero effettivo delle persone a bordo non sempre coincide con quello riportato nei documenti ufficiali. Il traghetto trasportava inoltre 89 veicoli.
Il ministro dei Trasporti Dudy Purwagandhi ha riferito che le ricognizioni aeree hanno mostrato la nave completamente rovesciata, ma non affondata. I soccorritori stanno quindi concentrando gli sforzi nell’area immediatamente circostante il relitto nella speranza di individuare altri sopravvissuti.
Le immagini diffuse dalla National Search and Rescue Agency mostrano il traghetto capovolto tra le acque agitate durante le ricognizioni in elicottero. Altri filmati documentano invece l’arrivo al porto di Banjarmasin dei sopravvissuti, visibilmente provati, mentre alcuni feriti vengono trasportati in barella e affidati alle ambulanze dirette agli ospedali della zona.
Al porto Trisakti di Banjarmasin, intanto, centinaia di familiari si sono radunati nel centro operativo allestito dalle autorità, controllando continuamente gli elenchi dei passeggeri e delle persone soccorse in attesa di notizie.
“Ero sotto shock quando ho visto il nome di mio zio nella lista dei passeggeri”, ha raccontato Bunga, una donna identificata con il solo nome. “Ma mi sono sentita sollevata quando le autorità mi hanno detto che era stato salvato”.
Lunga 119 metri, la Virgo Transport 8 è stata costruita in Giappone nel 1987 e ha operato nel Paese fino allo scorso anno, prima di essere venduta alla compagnia indonesiana PT Virgo Karya Shipping.
In Indonesia, arcipelago formato da oltre 17mila isole, i traghetti rappresentano uno dei principali mezzi di trasporto, ma gli incidenti sono frequenti e le carenze nell’applicazione delle norme di sicurezza vengono spesso indicate tra le cause.
Solo il mese scorso almeno 211 persone erano state salvate da un traghetto incendiatosi durante una traversata in condizioni di mare difficili vicino a Bali. Una persona era morta e quattro risultavano disperse. Meno di due settimane prima, un altro traghetto, il Mutiara Sentosa 2, aveva preso fuoco al largo di Giava, provocando almeno cinque vittime.
L’incidente della Virgo Transport 8 arriva inoltre appena quattro giorni dopo l’incendio di un traghetto passeggeri nelle Filippine, costato la vita ad almeno 76 persone, mentre altre dieci risultavano ancora disperse.