CANBERRA – Malcolm Turnbull ha messo in dubbio uno dei pilastri dell’accordo AUKUS, sostenendo che l’Australia corre un rischio concreto di non ricevere i sommergibili a propulsione nucleare Virginia-class promessi dagli Stati Uniti.
L’ex primo ministro Liberale, da tempo critico del patto, è intervenuto oggi davanti a un’inchiesta pubblica indipendente sull’accordo, finanziata attraverso una raccolta fondi e presieduta dall’ex ministro Laburista Peter Garrett.
Secondo Turnbull, il problema centrale è la capacità produttiva americana. La US Navy continua infatti a registrare ritardi nella costruzione dei propri sommergibili, mentre l’accordo prevede che l’Australia acquisti tre Virginia-class usati prima dell’entrata in servizio degli SSN-AUKUS, attesa dagli anni Quaranta in poi.
Il trasferimento dei battelli richiederà inoltre che un futuro presidente statunitense certifichi che la vendita non danneggi la capacità operativa della marina americana.
“In quale fantasia politica un presidente farà una cosa del genere se gli Stati Uniti hanno già meno sommergibili di quanti ne servano?”, ha chiesto Turnbull.
L’ex primo ministro ha però escluso che un eventuale mancato trasferimento possa essere descritto come un tradimento da parte di Washington. A suo giudizio, gli Stati Uniti sono stati chiari fin dall’inizio sulle condizioni dell’accordo e sui limiti della propria capacità di produzione.
Turnbull ha concentrato parte delle critiche anche sulla crescente presenza militare americana nel Western Australia.
Il governo Albanese ha confermato che migliaia di militari statunitensi saranno dispiegati nello Stato per le rotazioni dei sommergibili presso la base HMAS Stirling. Negli ultimi mesi gli Stati Uniti hanno inoltre istituito la Naval Support Activity Stirling, denominazione utilizzata anche per strutture militari americane all’estero.
Il Partito laburista sostiene che non si tratterà di una base statunitense sul territorio australiano. Turnbull respinge però questa distinzione.
“La realtà è che sarà una base americana - ha affermato -. Non viene chiamata così, ma lo è”.
L’ex primo ministro ha contestato anche la mancanza, a suo giudizio, di un esame parlamentare adeguato su decisioni che considera di portata strategica.
AUKUS venne firmato nel 2021 da Australia, Stati Uniti e Regno Unito sotto il governo di Scott Morrison e l’amministrazione Biden.
Anche l’ex ministro degli Esteri Laburista Bob Carr ha espresso dubbi sulla tenuta dell’intesa. Secondo Carr, il governo Albanese avrebbe avuto nel 2022 una concreta occasione per rimettere in discussione il patto e gli Stati Uniti difficilmente saranno in condizione di trasferire i Virginia-class negli anni Trenta secondo il calendario originario.