CANBERRA – Australia e Cina potranno mantenere rapporti più stabili, ma difficilmente arriveranno a una vera partnership a causa di visioni del mondo e interessi strategici troppo distanti.

È la valutazione dell’ex ambasciatore australiano a Pechino Graham Fletcher, in un’analisi pubblicata dal Lowy Institute.

Secondo Fletcher, il cambio di governo alle elezioni federali del 2022 ha interrotto una fase di crescente deterioramento nei rapporti bilaterali, anche se non ha eliminato gli elementi di attrito, compresi incontri militari ritenuti intimidatori da parte australiana.

Il governo Albanese ha lavorato per ricostruire una relazione più prevedibile dopo il picco dello scontro diplomatico durante la pandemia di Covid-19, quando era primo ministro Scott Morrison. In quel periodo Pechino impose restrizioni commerciali per circa 20 miliardi di dollari sulle esportazioni australiane, misure che sono state progressivamente rimosse.

La Cina resta il principale partner commerciale dell’Australia e assorbe circa un terzo delle esportazioni nazionali.

Fletcher osserva però che una maggiore stabilità non equivale a un avvicinamento politico. A suo giudizio, Pechino continua a sperare di attirare Canberra più vicino alla propria sfera d’influenza, mentre l’Australia punta soprattutto a consolidare l’attuale equilibrio.

“Questa relazione difficilmente diventerà mai davvero stretta”, ha scritto l’ex diplomatico, sottolineando che la distanza tra le rispettive concezioni politiche e di sicurezza nazionale è troppo ampia per replicare il rapporto che Canberra intrattiene con Paesi affini.

Tra i principali fattori di rischio resta Taiwan. Fletcher ritiene che un conflitto non sia al momento lo scenario più probabile, ma avverte che un’azione militare cinese contro l’isola potrebbe travolgere l’attuale “modesta nuova normalità” nei rapporti bilaterali.

La questione si inserisce in un quadro regionale già delicato. A luglio, Pechino ha attirato critiche internazionali dopo il lancio di un missile balistico nel Pacifico meridionale, avvenuto poco dopo la firma di un accordo di difesa reciproca tra Australia e Fiji.

L’ex ambasciatore sostiene inoltre che Canberra sarebbe in una posizione più forte se la politica verso la Cina mantenesse un ampio consenso bipartisan. Secondo Fletcher, trasformare ogni difficoltà nei rapporti con Pechino in uno strumento di scontro interno rischia di indebolire la coerenza strategica australiana.

“Il consenso tra i partiti produce continuità e limita la capacità della Cina di manovrare all’interno del sistema australiano”, ha osservato.

Fletcher è stato ambasciatore australiano in Cina dal 2019 al 2023 e aveva guidato nel 2014 il gruppo negoziale che contribuì alla conclusione dell’accordo di libero scambio tra i due Paesi.