CANBERRA – Il Partito laburista è sceso al livello di consenso più basso da oltre un decennio, ma i ministri del governo cercano di ridimensionare il peso politico del nuovo sondaggio Newspoll alla vigilia della riapertura del Parlamento federale.

Il sondaggio, pubblicato oggi dal quotidiano The Australian, assegna al partito il 29 per cento dei consensi primari, quattro punti in meno rispetto al 33 per cento registrato in giugno. È il risultato peggiore dal giugno 2013, poco prima che Kevin Rudd sostituisse Julia Gillard alla guida del governo nel tentativo, poi fallito, di evitare la sconfitta elettorale.

One Nation raggiunge il Partito laburista sul voto primario, pur perdendo a sua volta un punto rispetto alla rilevazione precedente. La Coalizione resta invece molto più indietro, ferma al 18 per cento, vicino ai minimi storici.

Sul voto a due partiti, tuttavia, il Partito laburista conserva un vantaggio netto: 58 per cento contro il 42 del blocco Liberale-Nazionale.

Il ministro dei Servizi sociali Tanya Plibersek ha riconosciuto il cambiamento, ma ha ricordato che mancano ancora circa 18 mesi alle prossime elezioni. “Abbiamo tempo per correggere la rotta”, ha detto ospite del programma Sunrise, sostenendo che il governo continuerà a concentrarsi sulle misure capaci di incidere concretamente sulla vita delle famiglie.

Anche il ministro della Sanità Mark Butler ha minimizzato il dato, affermando che i sondaggi arriveranno ormai con cadenza regolare e che l’esecutivo resta concentrato sul proprio programma.

Barnaby Joyce, oggi deputato di One Nation, ha invece interpretato il risultato come la prova che la crescita del partito di Pauline Hanson non può più essere liquidata come semplice voto di protesta.

Il dato emerge mentre Canberra torna da domani al lavoro su due fascicoli legislativi politicamente difficili.

Il primo riguarda la pubblicità delle scommesse. I Verdi chiedono al governo di trattare, dopo un’inchiesta parlamentare che ha raccolto accuse su giocatori problematici attratti con scommesse gratuite, droga e accompagnatrici.

La senatrice Sarah Hanson-Young si è detta disponibile a discutere un compromesso sugli annunci nelle piattaforme di streaming, ma insiste sul divieto degli incentivi. Il ministro delle Comunicazioni Anika Wells ha già avviato colloqui con Verdi e Coalizione, che a sua volta chiede modifiche al testo.

Il secondo fronte riguarda il National Disability Insurance Scheme (NDIS). Il governo vuole escludere 160mila persone dal programma e ottenere 38 miliardi di dollari di risparmi nei prossimi quattro anni.

Il ministro competente Jenny McAllister sostiene che la revisione sia necessaria per garantire la sostenibilità futura del sistema, ma il passaggio parlamentare resta tutt’altro che scontato.