CANBERRA – Tim Wilson ha lanciato un’offensiva contro il governo Albanese, accusandolo di avere consentito a frodi e condotte illecite di prosperare all’interno di programmi finanziati dai contribuenti, dall’NDIS all’assistenza agli anziani, fino agli asili e alle grandi opere infrastrutturali.
Ospite di News24, il portavoce dell’opposizione al Tesoro ha sostenuto che il Partito laburista non avrebbe esercitato controlli adeguati sulla destinazione di miliardi di dollari pubblici, arrivando ad affermare che la corruzione sarebbe “al cuore” dell’azione dell’esecutivo.
Wilson ha citato in particolare il sindacato CFMEU, il National Disability Insurance Scheme (NDIS), il settore dell’assistenza agli anziani e quello dell’infanzia. Secondo il parlamentare Liberale, denaro pubblico sarebbe finito nelle mani della criminalità organizzata attraverso progetti collegati al sindacato delle costruzioni nel Victoria.
Ha inoltre accusato il governo federale di avere continuato a finanziare opere del programma Big Build nonostante fossero emerse accuse sul possibile dirottamento di fondi verso ambienti criminali.
Wilson ha precisato di non avere presentato segnalazioni alla National Anti-Corruption Commission, sostenendo però di voler portare alla luce quello che considera un problema strutturale nel modo in cui il Partito laburista gestisce la spesa.
Ha affermato di avere scritto al primo ministro Anthony Albanese tra dicembre e l’inizio di gennaio per chiedere una verifica dei fondi federali destinati a progetti successivamente coinvolti in accuse legate alla criminalità organizzata, senza ricevere risposta.
Le contestazioni vengono pronunciate mentre il governo è già impegnato a rafforzare i controlli sull’NDIS. Il ministro competente Jenny McAllister ha recentemente dichiarato che nove dei dieci operatori più piccoli tra i mille plan manager esaminati presentano almeno un indicatore di possibile frode o problemi di integrità.
Nel complesso, circa 1.400 gestori operano all’interno del sistema, mentre una ventina di grandi società controlla approssimativamente metà del mercato.
Il governo intende ora modificare profondamente il modello, selezionando attraverso procedure formali un gruppo di operatori ritenuti affidabili e imponendo requisiti minimi di integrità.
McAllister ha inoltre riferito che l’NDIS starebbe perdendo circa quattro miliardi di dollari l’anno per frodi e altre irregolarità.
Il Partito laburista attribuisce parte delle difficoltà all’impostazione ereditata dalla precedente Coalizione, accusata di avere lasciato crescere il programma senza adeguate salvaguardie. Wilson respinge questa ricostruzione e sostiene che il precedente governo avesse già tentato di intervenire, incontrando l’opposizione del Partito laburista.
L’esecutivo Albanese ha aumentato i fondi destinati ai controlli dopo avere istituito nel 2022 la Fraud Fusion Taskforce, che secondo il governo ha contribuito a ottenere 23 condanne per reati commessi contro il sistema.
Wilson ha esteso le proprie accuse al modello amministrativo del Victoria, sostenendo che Canberra avrebbe replicato a livello nazionale pratiche che giudica fallimentari.
Nel suo intervento ha richiamato anche l’Operation Richmond dell’IBAC, relativa ai rapporti tra il precedente governo Laburista del Victoria e la United Firefighters Union.
L’IBAC ha riscontrato condotte “gravi e preoccupanti” da parte di alti funzionari pubblici durante le trattative tra il 2016 e il 2019 e nella creazione di Fire Rescue Victoria, senza però accertare corruzione secondo la definizione prevista dalla legge.
L’autorità ha inoltre escluso che il segretario della UFU Peter Marshall avesse ricattato l’allora premier Daniel Andrews. Ha tuttavia ricostruito un accordo riservato del 2016, autorizzato da Andrews e negoziato dall’allora ministro Gavin Jennings con l’assistenza del funzionario Tony Bates, dal quale sarebbero rimasti esclusi soggetti rilevanti come la Country Fire Authority e l’allora ministro dei servizi d’emergenza Jane Garrett.
Wilson ha infine richiamato presunti abusi anche nei programmi per l’infanzia, compresi casi arrivati dinanzi ai tribunali nei quali sarebbero stati registrati bambini inesistenti per ottenere fondi pubblici.
Per il ministro ombra del Tesoro, il problema centrale resta la capacità dello Stato di seguire il denaro e impedire che programmi concepiti per fornire servizi essenziali vengano sfruttati da operatori disonesti.