SYDNEY – Le verifiche da svolgere a casa potrebbero essere sospese nelle scuole statali, mentre il governo del New South Wales avvia una revisione sull’uso dell’intelligenza artificiale e sui suoi effetti sulla qualità dell’apprendimento.
Oggi, il ministro dell’Istruzione Prue Car ha chiesto alla NSW Education Standards Authority di esaminare una possibile moratoria sulle prove non sorvegliate, in attesa di regole più chiare sull’impiego dell’AI.
La revisione dovrà valutare l’impatto di questi strumenti sullo sviluppo cognitivo degli studenti e stabilire in quale modo le scuole possano verificare capacità e conoscenze in un contesto nel quale testi, esercizi e risposte possono essere prodotti automaticamente in pochi secondi.
Car ha inoltre chiesto all’autorità di sviluppare un metodo comune per individuare gli usi impropri dell’intelligenza artificiale nelle scuole del NSW.
La questione ha un peso diretto sull’High School Certificate (HSC). Circa metà del risultato finale deriva infatti dalle valutazioni svolte durante l’anno scolastico, alcune delle quali vengono completate fuori dall’aula e senza supervisione diretta.
Secondo Car, l’AI può essere utile all’apprendimento, ma non deve sostituire il ragionamento, la creatività e l’impegno personale.
“Se gli studenti utilizzano l’AI per aggirare il processo di apprendimento, rischiamo di compromettere sia la loro istruzione sia l’integrità dell’HSC”, ha affermato.
Car ha sostenuto che, nell’attesa di comprendere pienamente gli effetti di lungo periodo, sia preferibile introdurre salvaguardie pratiche.
Un recente studio australiano ha raccolto valutazioni critiche da parte di insegnanti ed educatori, secondo i quali l’intelligenza artificiale presenta al momento più rischi che vantaggi per l’affidabilità delle verifiche e lo sviluppo cognitivo.
La società di consulenza Learning First ha raccomandato a maggio di limitare l’uso dell’AI da parte degli studenti, pur invitando il sistema scolastico a non ignorarne i possibili benefici futuri.
Il riesame si inserisce in un dibattito più ampio sui risultati scolastici. Car aveva già prospettato un maggiore ritorno a carta e penna dopo i dati del NAPLAN, che mostrano circa uno studente su tre al di sotto dei livelli di base in alfabetizzazione e matematica.
I test NAPLAN sono quasi interamente digitali dal 2022, con alcune eccezioni. Il ministro teme che questa impostazione abbia spinto alcune scuole a introdurre i computer troppo presto nel percorso didattico.
“Voglio vedere cosa emergerà sul ritorno a carta e penna”, ha detto Car, lasciando aperta la possibilità che metodi più tradizionali tornino ad avere un ruolo centrale nelle aule.