CANBERRA – La revisione del Safeguard Mechanism riapre il confronto sulle regole applicate alle grandi miniere di carbone e gas, mentre il governo viene chiamato a decidere il prossimo anno se modificare il percorso di riduzione delle emissioni previsto fino al 2050.
Il Climate Council sostiene che le norme attuali offrano un vantaggio agli impianti già esistenti, che possono ampliare le proprie attività o prolungarne la durata senza essere sottoposti agli standard di “migliore pratica” richiesti ai nuovi progetti.
Il Safeguard Mechanism interessa circa 200 tra i maggiori impianti industriali australiani e impone loro di ridurre o compensare le emissioni di circa il cinque per cento all’anno, pena sanzioni.
Secondo una modellizzazione di Reputex, 22 ampliamenti ed estensioni di progetti di carbone e gas previsti nel prossimo decennio potranno produrre emissioni undici volte superiori rispetto a quelle consentite se fossero classificati come nuovi impianti.
Il Climate Council stima che, senza una modifica delle regole, entro il 2035 questo trattamento potrebbe tradursi in ulteriori 4,5 milioni di tonnellate di CO2 ogni anno.
“Le aziende hanno un incentivo a descrivere tutto come un ampliamento anziché come una nuova struttura”, ha dichiarato l’amministratrice delegata Amanda McKenzie, chiedendo di eliminare quella che definisce una falla normativa.
Tra i casi citati figura l’estensione di una miniera a cielo aperto nell’Hunter Valley, di proprietà di Yancoal e Glencore, approvata il mese scorso per oltre un decennio.
L’investimento aggiuntivo, pari a 2,7 miliardi di dollari, dovrebbe consentire l’estrazione di giacimenti più profondi e produrre, secondo le stime citate, ulteriori 809 milioni di tonnellate di CO2.
Poiché il sito è già coperto dal Safeguard Mechanism, l’estensione sarà trattata secondo le regole per gli impianti esistenti. Il Climate Council ritiene che questo comporterà emissioni superiori del 60 per cento rispetto all’applicazione degli standard previsti per un nuovo progetto.
La NSW Independent Planning Commission ha riconosciuto l’impatto climatico dell’estensione, ma ha ritenuto prevalenti benefici come il mantenimento di fino a 1.400 posti di lavoro locali e le entrate fiscali.
La Coalizione ha promesso di smantellare il Safeguard Mechanism, sostenendo che aumenti i costi per industria pesante e manifattura. Il Minerals Council of Australia chiede invece di conservarlo, evitando però ulteriori irrigidimenti dopo il 2030.
Un portavoce del ministro per il Cambiamento climatico Chris Bowen ha affermato che le riforme stanno “funzionando bene” e che non è stata ancora presa alcuna decisione sulle modifiche future.