CANBERRA – Il debito pubblico australiano da oltre mille miliardi di dollari si sta trasformando in un nuovo problema politico per il governo Albanese, mentre il sondaggio Resolve Political Monitor segnala un deterioramento della fiducia degli elettori nelle credenziali economiche del Partito laburista.
La rilevazione, condotta per i quotidiani The Sydney Morning Herald e The Age tra il 6 e il 12 settembre su un campione di 2.250 elettori, indica che il 74 per cento degli intervistati è preoccupato per il livello del debito nazionale.
Ad agosto, l’Australian Office of Financial Management aveva calcolato che il debito lordo del Commonwealth aveva raggiunto il picco di mille miliardi di dollari.
La questione sembra pesare anche sulla fiducia personale nel primo ministro. Il 23 per cento degli elettori afferma di avere perso fiducia in Anthony Albanese dopo alcune promesse di bilancio non mantenute, mentre il 26 per cento continua a fidarsi di lui.
Secondo il sondaggio, sul piano delle intenzioni di voto, il Partito laburista resta primo con il 28 per cento delle preferenze primarie, seguito da One Nation al 27 per cento e dalla Coalizione al 24 per cento. I Verdi scendono di un punto all’11 per cento.
Il dato più delicato per il governo riguarda però la gestione dell’economia e delle finanze pubbliche.
Gli elettori indicano i Liberali come il partito più adatto a gestire l’economia, davanti a Partito laburista, fermo al 23 per cento, mentre One Nation raccoglie il 21 per cento. I Liberali conquistano anche il primo posto sulla capacità di amministrare i conti dello Stato.
Alla domanda su come ridurre il debito, il 48 per cento degli intervistati indica come soluzione principale o esclusiva il taglio della spesa pubblica.
Anche il gradimento personale di Albanese fa un passo indietro. Come primo ministro preferito scende di tre punti al 29 per cento, mentre Pauline Hanson perde un punto e si attesta al 25. Angus Taylor sale invece di due punti al 21 per cento.
Il sondaggio viene pubblicato mentre il Partito laburista continua a subire critiche sulle proprie modifiche fiscali e sulle politiche abitative.
L’ex segretario dell’ACTU Bill Kelty ha attaccato il governo per avere accolto con favore il calo dei prezzi delle abitazioni, sostenendo che questa impostazione rischia di alienare gli elettori e rafforzare One Nation.
Il ministro della Sanità Mark Butler ha difeso invece le riforme, definendole “difficili ma necessarie”.
Secondo Butler, il mercato immobiliare non stava funzionando in modo soddisfacente e il governo doveva intervenire per evitare che intere generazioni di giovani australiani venissero escluse dalla possibilità di acquistare una casa.
Il nuovo sondaggio mostra quindi un elettorato sempre più sensibile ai conti pubblici, al costo della vita e alla credibilità economica, mentre la competizione tra Partito laburista, Coalizione e One Nation continua a farsi sempre più serrata.