LONDRA – Nasce a Ealing, in uno dei quartieri più dinamici e culturalmente stratificati della capitale, l’Ealing Wine Club, una delle iniziative più recenti del MIE, realtà sempre più attiva nel panorama culturale italiano nel Regno Unito.
Il progetto, la cui presentazione ufficiale è fissata al 2 maggio, si inserisce in una visione più ampia che il Circolo porta avanti con continuità. “Ci stiamo lavorando da tanto tempo”, ha spiegato il presidente Valeriano Drago ai microfoni de Il Globo, sottolineando come l’iniziativa risponda pienamente alla missione dell’associazione, ossia quello di – oltre all’aiuto, al sostegno e alla rappresentanza degli italiani anche in sede istituzionale – “puntare sul coinvolgimento attivo della comunità italiana”.
L’Ealing Wine Club, infatti, si presenta come uno “spazio pensato per creare connessioni, favorire l’incontro tra italiani e britannici e valorizzare il Made in Italy in tutte le sue forme”, attraverso – anche e non solo - momenti di socialità e networking.
Protagonista di questa nuova realtà è uno dei prodotti più apprezzati della gastronomia italiana: il vino, qui inteso come vero e proprio strumento narrativo e culturale, capace di restituire la complessità e la profondità della tradizione italiana. “Per noi italiani il vino non è soltanto il bere, un elemento conviviale, ma un’arte. È uno dei modi più autentici per raccontare l’Italia”, ha affermato Drago.
Ma perché ‘Ealing Wine Club’? La scelta del nome non è casuale, anzi. Da un lato, infatti, richiama la sede operativa del Circolo, situata proprio a Ealing; dall’altro, invece, evoca volutamente il celebre Ealing Club, storico locale a pochi passi di distanza, noto per aver ospitato agli esordi artisti del calibro dei Rolling Stones, Eric Clapton e dei Beatles. Un richiamo, insomma, che intende inserirsi in un contesto urbano già fortemente connotato da una tradizione culturale vivace, ulteriormente rafforzata dalla presenza degli Ealing Studios, tra i più antichi studi cinematografici del Regno Unito.
Inserirsi in questo contesto significa, in altre parole, portare avanti una strategia fondata sull’apertura e sull’integrazione. L’obiettivo, come sottolinea il presidente, è superare ogni forma di autoreferenzialità comunitaria: “quello che stiamo cercando di fare è di integrarci nella comunità dove siamo ospitati. Non vogliamo vivere la nostra italianità in modo chiuso, ma in relazione con il contesto locale”.
Un approccio che, nei fatti, sta già producendo risultati significativi, come dimostrano le numerose iniziative che attirano un pubblico sempre più eterogeneo, composto non solo da italiani ma anche da cittadini britannici.
Abbiamo già detto che l’Ealing Wine Club nasce come spazio di incontro e scambio, ma in che modo verranno articolati i suoi attraverso eventi? Questi verranno organizzati secondo una formula associativa che prevede la partecipazione dei soci e dei loro ospiti, saranno affiancati da iniziative più aperte, pensate per ampliare la platea e favorire un dialogo interculturale sempre più esteso. Una scelta che tiene conto anche delle stringenti normative britanniche in materia di somministrazione di alcolici, imponendo una gestione attenta e strutturata degli eventi.
Particolare rilievo è stato attribuito alla selezione dei prodotti, affidata a realtà capaci di incarnare l’eccellenza del Made in Italy. Tra queste figurano i cosiddetti vini eroici, espressione di territori difficili e spesso estremi, dove la viticoltura si confronta con condizioni ambientali complesse. “Sono vini le cui vigne si trovano in posti difficilissimi da raggiungere”, ha spiegato il presidente Drago, citando, tra gli esempi, le coltivazioni sulle pendici dell’Etna.
Accanto alla componente enologica, il progetto integra anche un’offerta gastronomica curata da The Italian Pantry, realtà collegata allo stesso presidente, che proporrà abbinamenti studiati per esaltare le caratteristiche dei vini. Durante gli eventi di degustazione, affidati anche alla guida di figure come Nonna Lisa, infatti, i partecipanti saranno accompagnati in un percorso sensoriale volto a valorizzare l’armonia tra vino e cibo, in linea con la tradizione italiana.
Il Made in Italy, del resto, rappresenta uno dei pilastri concettuali dell’iniziativa. “Viene sempre percepito come quell’eccellenza che a volte si smarrisce”, osserva il presidente, sottolineando come la qualità, l’attenzione ai dettagli e la dedizione artigianale costituiscano elementi distintivi difficilmente replicabili.
Il calendario delle attività prevede incontri tematici che stimolino il confronto e la scoperta. Il primo appuntamento ufficiale, previsto per il 30 maggio, sarà dedicato a un confronto tra vini del Nord e del Sud Italia, mentre tra le ipotesi per i mesi successivi figura anche un evento comparativo tra Italia e Spagna.
Come anticipato, la presentazione ufficiale del nuovo progetto del MIE è programmata per sabato 2 maggio, alla Friendship House di Ealing Broadway. Per confermare la partecipazione e per qualsiasi altra informazione è possibile scrivere a: info@londramie.eu.