Il turismo en plein air continua a conquistare sempre più viaggiatori e si conferma uno dei segmenti più dinamici del settore turistico italiano. Camper, caravan e van diventano il mezzo ideale per scoprire il Paese con ritmi lenti, fermandosi nei piccoli borghi, tra vigneti, aziende agricole e botteghe artigiane. A trainare questa tendenza è anche il turismo enogastronomico, che permette di conoscere i territori attraverso i loro sapori più autentici. Dalle osmize del Carso alle piadine romagnole, dai grandi vini toscani fino ai profumi intensi del bergamotto calabrese, l’Italia offre un mosaico di esperienze che uniscono cultura, paesaggio e tradizioni gastronomiche. Un viaggio in camper permette infatti di vivere ogni destinazione senza fretta, sostando direttamente nei luoghi dove nascono le eccellenze del Made in Italy e incontrando i produttori che da generazioni custodiscono antichi saperi.
Tra le regioni protagoniste di questo itinerario del gusto spicca il Friuli-Venezia Giulia, terra di confine dove la cultura italiana, slovena e austriaca si fondono dando vita a una cucina ricca di influenze e sapori. In pochi chilometri si concentra un patrimonio gastronomico straordinario che comprende il Prosciutto di San Daniele, quello di Sauris, il formaggio Montasio, la Pitina, la Brovada, l’aglio di Resia, l’olio extravergine Tergeste e i prestigiosi vini del Collio, del Carso e dei Colli Orientali. Un insieme di produzioni che rappresenta un importante motore economico e culturale per la regione. L’itinerario può iniziare da San Daniele del Friuli, dove il celebre Prosciutto viene ancora stagionato secondo metodi tradizionali. Da qui il viaggio prosegue verso Cividale del Friuli, città Patrimonio dell’Umanità UNESCO, che abbina il fascino della storia longobarda a una cucina di frontiera ricca di contaminazioni. Le colline del Collio invitano poi a rallentare il passo tra vigneti ordinati e cantine dove degustare vini simbolo del territorio come Friulano, Ribolla Gialla e Malvasia. L’ultima tappa conduce ad Aquileia, antica colonia romana, e alla laguna di Grado, per arrivare infine sul Carso triestino, dove si scopre una delle tradizioni più caratteristiche della regione: l’osmiza. Si tratta di piccoli punti di ristoro aperti solo in determinati periodi dell’anno, dove i produttori accolgono gli ospiti nelle proprie case o nelle cantine, servendo vini di produzione propria accompagnati da salumi, formaggi e altre specialità locali. Un’esperienza semplice e autentica che racconta il forte legame tra comunità e territorio.
Se il Friuli rappresenta l’incontro tra culture diverse, l’Emilia-Romagna è senza dubbio la capitale italiana del turismo gastronomico. La cosiddetta Food Valley è infatti una delle aree agroalimentari più importanti d’Europa, capace di trasformare le sue eccellenze in una vera esperienza turistica attraverso consorzi, musei, percorsi tematici e strade dei sapori. Con ben 82 Indicazioni Geografiche e un valore economico vicino ai 4 miliardi di euro, la regione detiene il primato nazionale per peso del settore delle denominazioni. Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Parma, Culatello di Zibello, Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, Mortadella Bologna e Piadina Romagnola sono soltanto alcuni dei prodotti che hanno reso celebre questa terra nel mondo. Il viaggio in camper segue naturalmente la storica Via Emilia, arteria che attraversa la regione da ovest a est. Si parte da Parma, riconosciuta dall’UNESCO come Città Creativa della Gastronomia, per immergersi nella Bassa Parmense, patria del Prosciutto e del Culatello. Le visite ai caseifici permettono di assistere alle fasi di lavorazione del Parmigiano Reggiano, mentre nelle cantine di stagionatura si scoprono i segreti di prodotti che richiedono anni di paziente affinamento. Proseguendo verso Modena, protagonista diventa l’Aceto balsamico, custodito nelle storiche acetaie, insieme al Lambrusco, vino simbolo della convivialità emiliana. L’itinerario continua poi in Romagna, dove la Piadina accompagna ogni pasto e le colline regalano vini di grande personalità come il Sangiovese e l’Albana. Tra una degustazione e una visita ai borghi storici, il viaggio offre un continuo alternarsi di paesaggi agricoli, castelli e piccoli centri ricchi di tradizioni. Particolarmente interessante è il progetto I Musei del Cibo in camper, che collega sette musei dedicati alle principali produzioni del territorio. Dal Museo del Culatello di Polesine Zibello al Museo della Pasta e del Pomodoro di Collecchio, passando per il Museo del Vino di Sala Baganza, quello del Salame Felino e il Museo del Prosciutto di Langhirano, ogni tappa racconta non solo un prodotto, ma anche la storia delle comunità che lo hanno reso celebre.
La Toscana propone invece un viaggio in cui il paesaggio diventa parte integrante dell’esperienza gastronomica. Qui ogni prodotto racconta il territorio da cui proviene: le dolci colline del Chianti, le crete della Val d’Orcia, la Maremma, la Garfagnana e le campagne senesi costituiscono scenari che da secoli influenzano coltivazioni, allevamenti e tradizioni culinarie. La regione vanta ben 96 Indicazioni Geografiche, il numero più elevato in Italia, con un valore complessivo superiore a 1,3 miliardi di euro. Tra le eccellenze figurano il Chianti Classico, il Brunello di Montalcino, la Vernaccia di San Gimignano, l’olio extravergine di oliva, il Pecorino Toscano, la Cinta Senese, la Finocchiona e il pane toscano. L’itinerario in camper prende avvio dalle colline del Chianti, dove filari di vite e antichi casali disegnano uno dei panorami più iconici del Paese. Da qui si raggiunge San Gimignano, famosa per le sue torri medievali e per la Vernaccia, uno dei vini bianchi più prestigiosi d’Italia. Il viaggio prosegue poi verso la Val d’Orcia e Montalcino, patria del Brunello, attraversando un paesaggio rurale riconosciuto Patrimonio mondiale dell’Umanità. Le soste nei frantoi, nelle aziende agricole e nelle cantine permettono di conoscere da vicino i produttori, degustare specialità locali e comprendere il valore della filiera agricola toscana. Passeggiate nei borghi, percorsi di trekking e soste panoramiche completano un’esperienza che unisce natura, cultura e buona tavola.
Chiude questo viaggio la Calabria, una regione ancora autentica e sorprendente, dove il Tirreno e lo Ionio si incontrano attraverso montagne, altopiani e piccoli borghi ricchi di storia. Qui la cucina racconta una straordinaria biodiversità fatta di agrumi, salumi, formaggi, vini e prodotti della terra profondamente legati al territorio. Il Bergamotto di Reggio Calabria, la Cipolla rossa di Tropea, la liquirizia, il Caciocavallo silano, il Pecorino del Monte Poro, il cedro e i vini di Cirò rappresentano un patrimonio agroalimentare unico. L’itinerario parte da Tropea, affacciata sul Tirreno, dove la celebre Cipolla rossa accompagna molte delle ricette tradizionali. Da qui il camper sale verso gli altipiani della Sila, tra pascoli, boschi e piccoli caseifici dove nasce il Caciocavallo silano. Il percorso continua fino a Cirò, sulla costa ionica crotonese, dove la viticoltura affonda le proprie radici nell’antica Magna Grecia e continua ancora oggi a produrre uno dei vini più rappresentativi del Sud Italia.