TERNI - È una bufera giudiziaria improvvisa quella che si è abbattuta su Stefano Bandecchi, il presidente della Provincia ternana e sindaco ora indagato per corruzione. La Procura della città umbra ritiene infatti che ci sia stato un pactum sceleris legato all’affidamento ‘illegittimo’ dei lavori di messa in sicurezza e ripristino di una strada interessata da una frana nell’Orvietano, “controprestazione dovuta dal Bandecchi” all’imprenditore Roberto Biagioli per la cessione a lui dell’Orvietana calcio in vista, ma questo non è oggetto d’indagine, della costituzione della Nuova Ternana dopo la messa in liquidazione giudiziale disposta per la storica società rossoverde. Nel fascicolo risultano indagati a vario titolo anche lo stesso Biagioli e un funzionario della Provincia. Corruzione e turbata libertà del procedimento i reati ipotizzati.

“Un impianto ridicolo che mi innervosisce veramente e crea una rottura tra la politica ternana di Alternativa popolare e i pubblici ministeri” la reazione di Bandecchi che ha parlato di “un altro sgarro da parte della magistratura”. “Non mi sono mai fidato della magistratura - ha sottolineato ancora - e non mi fido adesso della Procura di Terni. Questo è il chiaro esempio di quanto la magistratura gestisca in Italia i lavori politici a tutti i livelli, da quelli parlamentari ai Comuni. Questa è la misura, colma, di una politica china alle Procure della Repubblica. Non ho mai visto un uomo con un altro uomo in bocca. Dormo tranquillo”. 

Per gli inquirenti l’affidamento dei lavori appare “funzionale a un accordo più ampio nel quale si innestano da un lato l’offerta di acquisto dell’Orvietana ottenuta dal Bandecchi quale soggetto privato al fine di gestire in prima persona la società calcistica Ternana per il tramite dell’Unicusano a lui direttamente riconducibile, e dall’altro l’affidamento da parte della Provincia dei lavori alla Biagioli srl e a un’altra società”. Ora al vaglio degli investigatori c’è anche quanto acquisito dalla Guardia di finanza nelle perquisizioni personali, locali e informatiche tra Terni, Orvieto e Roma. Le fiamme gialle hanno operato in particolare nella sede della Provincia, dove è rimasto a lungo Bandecchi, e in quella di una società di calcio dilettantistica. “Il tutto per verificare la fondatezza o meno dell’ipotesi accusatoria” ha spiegato la Procura ternana. 

A operare sono stati più di una quarantina di finanzieri del comando provinciale con il supporto tecnico del personale del servizio centrale Ico della Capitale. Le perquisizioni sono state eseguite presso i domicili privati delle persone sottoposte a indagini, presso gli uffici degli Enti locali del capoluogo umbro dove prestano servizio i due pubblici ufficiali indagati nonché presso le sedi legali e amministrative delle ditte affidatarie dei lavori pubblici.