CANBERRA - Anthony Albanese ha difeso la riforma sulla pubblicità del gioco d’azzardo online, sostenendo che il governo ha trovato il giusto equilibrio e che le misure vanno, in alcuni aspetti, oltre le raccomandazioni del rapporto Murphy del 2023.

Le norme presentate ieri in Parlamento limitano gli spot sulle scommesse in televisione a un massimo di tre l’ora tra le 6 e le 20.30, con divieto totale durante gli eventi sportivi in diretta all’interno di quella fascia oraria. Atleti e influencer non potranno promuovere il gioco d’azzardo, mentre la pubblicità sarà rimossa dagli stadi e dalle maglie dei giocatori.

Il governo è però sotto accusa per non aver adottato il divieto totale raccomandato dalla deputata laburista Peta Murphy, scomparsa dopo aver guidato l’inchiesta parlamentare sui danni connessi con le scommesse. Oggi, ospite di ABC Radio, Albanese ha respinto la critica, dicendo che il pacchetto affronta anche aree cresciute in modo sostanziale, in particolare l’online e i siti esteri.

Secondo il primo ministro, non avrebbe senso ridurre la presenza degli operatori in Australia lasciando aperto l’accesso a piattaforme straniere. Ha aggiunto di non essere contrario a chi “fa una puntata il sabato”, ma al gioco problematico, che a suo giudizio riguarda soprattutto le poker machines, regolate dagli Stati. La riforma federale, ha detto, viene introdotta dopo una consultazione prolungata.

L’opposizione non è convinta. La portavoce ombra per le comunicazioni Sarah Henderson ha definito il disegno di legge incompleto e non abbastanza robusto. Ha detto che la Coalizione vuole esaminare a fondo il testo e che considera seria la lotta contro i danni causati dalla dipendenza dal gioco d’azzardo a molte famiglie australiane.

Opposizione e crossbench hanno ottenuto che la legge venga inviata a un’inchiesta, che dovrà riferire entro il 17 agosto. Il passaggio rallenta l’iter e apre spazio a modifiche più incisive.

Il senatore indipendente David Pocock ha definito tragico il mancato divieto totale. Ha accusato Albanese di essersi piegato alla lobby del gioco d’azzardo e di aver presentato una normativa debole. Secondo Pocock, consentire ai minori di vedere tre spot sulle scommesse ogni ora durante il giorno è inaccettabile; una situazione simile non sarebbe permessa, ha osservato, con le sigarette.

Il senatore dell’Australian Capital Territory chiede un regolatore nazionale e il divieto degli incentivi come le bonus bets, che considera tra gli strumenti più dannosi della strategia pubblicitaria delle società di scommesse.