MELBOURNE - La deputata Liberale Moira Deeming ha avviato un ricorso urgente contro il proprio partito alla vigilia della riunione che dovrà decidere il suo futuro politico, dopo l’accusa non provata di aggressione rivolta all’ex leader Matthew Guy.

L’azione legale, depositata nei confronti del presidente statale del Partito liberale statale Brian Loughnane, sarà esaminata questa mattina dalla Supreme Court of Victoria. Poche ore dopo, l’esecutivo statale del partito dovrebbe riunirsi per valutare la candidatura di Deeming alle elezioni del 28 novembre.

Il nuovo scontro interno si manifesta a meno di cinque mesi dal voto statale e aggrava una crisi che i Liberali del Victoria non riescono a chiudere. Deeming aveva presentato una denuncia alla polizia contro Guy, sostenendo che l’ex leader l’avesse afferrata “con violenza” in una presa al collo durante una cena di gala il 23 maggio.

La Victoria Police ha indagato sull’episodio e ha concluso che “non è stato rilevato alcun reato”. Guy ha chiesto a Deeming scuse pubbliche, sostenendo che non vi fosse alcuna ambiguità e che le immagini di videosorveglianza dimostrassero fin dall’inizio che l’accusa non corrispondeva ai fatti.

Deeming ha poi affermato di aver frainteso il significato tecnico del termine inglese “headlock” con il quale aveva descritto il gesto di Guy, ma ha rifiutato di scusarsi. È stata invitata alla riunione dell’esecutivo statale per esporre la propria versione, ma non è chiaro se parteciperà.

La leader dell’opposizione Jess Wilson ha evitato di commentare il processo interno, ma ha detto che la reputazione di Guy è stata danneggiata e che lei stessa ha chiesto direttamente a Deeming di presentare scuse. Secondo Wilson, Guy le merita, ma Deeming ha scelto diversamente; ora toccherà all’esecutivo.

Da parte sua, Pauline Hanson ha escluso di offrire a Deeming un posto all’interno di One Nation. Ospite di 3AW Radio, Hanson ha detto che il rifiuto di scusarsi dimostra l’incapacità della deputata al primo mandato di ammettere l’errore. Ha aggiunto di volere persone con integrità e onestà, qualità che in questo caso dice di non vedere.

Il politologo della Monash University Zareh Ghazarian ha definito il caso un’altra prova di disunità e disorganizzazione per il partito. Secondo lui, la leadership Liberale deve risolvere il problema interno il più rapidamente possibile, perché la vicenda ha già occupato molto spazio politico e ha indebolito in modo sostanzioso la formazione.

Il legale di Deeming, Tim Houweling, sostiene invece che la denuncia sia stata presentata onestamente, in buona fede e solo come ultima risorsa. Ha indicato le immagini CCTV in cui Guy appare seduto a un tavolo con Deeming e un altro uomo, poi mette una mano sulla parte alta della schiena o sulla spalla della deputata e la avvicina per dirle qualcosa, prima di compiere un gesto simile con l’altro uomo.

Secondo il legale, Guy avrebbe mantenuto la presa mentre Deeming tentava di allontanarsi, e quel contatto sarebbe stato inatteso, indesiderato, doloroso e fonte di paura e confusione.

Deeming aveva già vinto una causa per diffamazione avviata contro l’ex leader John Pesutto, dopo che lui aveva lasciato intendere un suo legame con neonazisti entrati in una manifestazione a cui lei aveva partecipato. Ora, però, il contenzioso non è con un avversario collega. È con il partito che dovrebbe decidere se portarla ancora al voto.