MONACO - L’indagine sull’attentato con pacco bomba contro l’oligarca ucraino Vadim Ermolaev si concentra ora su una donna ucraina di circa trent’anni, identificata dagli investigatori del Principato e ancora irreperibile.

Secondo le informazioni emerse dalle indagini, la sospetta sarebbe residente in Germania e avrebbe una particolare capacità di camuffarsi, fino ad assumere sembianze maschili.

L’attentato era avvenuto lunedì sera davanti all’abitazione monegasca di Ermolaev, dove l’esplosione ha ferito l’imprenditore, la compagna Anna Nasobina e il figlio tredicenne della coppia. La donna è la più grave: secondo le informazioni disponibili, è in prognosi riservata dopo l’amputazione delle gambe. Il ragazzo ha riportato ferite lievi, mentre le condizioni dell’oligarca si sarebbero stabilizzate.

La svolta sarebbe arrivata grazie a una testimonianza raccolta dagli inquirenti. La persona ascoltata avrebbe avuto un contatto con la sospetta nella fase preparatoria o durante i sopralluoghi precedenti all’attentato. Da quel momento, la polizia monegasca avrebbe potuto completare l’identificazione e condividere gli elementi raccolti con le autorità francesi e con altri Paesi europei.

Ieri, la procura del Principato ha emesso un mandato d’arresto. La donna sarà inoltre oggetto di un avviso rosso Interpol. L’indagine, affidata a tre giudici istruttori, procede per tentato omicidio e altri capi d’accusa. Il procuratore generale Stéphane Thibault ha sottolineato il ruolo della cooperazione penale internazionale e la rapidità con cui le forze dell’ordine hanno individuato la persona sospettata.

La ricostruzione dei movimenti indica una preparazione accurata. Nei giorni precedenti l’esplosione, e ancora la mattina dell’attacco, la sospetta avrebbe effettuato più passaggi davanti alla casa di Ermolaev, Nasobina e del figlio. Poco prima delle 21, nella zona di place des Moulins, avrebbe agganciato la famiglia e l’avrebbe seguita fino all’edificio.

A quel punto, secondo la ricostruzione investigativa, la donna avrebbe accelerato il passo, superato i tre e raggiunto per prima l’ingresso. Dopo aver salito i gradini del portone, avrebbe lasciato il pacco a terra e si sarebbe allontanata, fermandosi solo per controllare che le vittime entrassero nella palazzina. L’ordigno sarebbe stato azionato a distanza mentre Nasobina passava accanto al pacco.

Le immagini diffuse dai media francesi mostrano una figura con giaccone nero, cappello scuro tipo bob e jeans chiari. In alcune riprese, secondo le indiscrezioni, la persona avrebbe in mano un telefono. Proprio i dati delle celle telefoniche potrebbero aver contribuito alla ricostruzione della fuga, che non sarebbe avvenuta in Francia secondo le ultime informazioni, nonostante le prime ipotesi su Beausoleil e sulle possibili direttrici verso l’Italia.

Il movente non è stato indicato. La pista terroristica è stata esclusa. Ermolaev, imprenditore immobiliare originario di Dnipro, è colpito da sanzioni ucraine per la presunta vendita di alcol nella Crimea occupata dalla Russia. Tra le ipotesi al vaglio restano ambienti della criminalità organizzata o collegamenti con servizi ucraini, elementi che non risultano ancora formalizzati in contestazioni pubbliche.