WASHINGTON - Il mercato del lavoro statunitense ha mostrato a giugno un rallentamento più marcato del previsto, con nuove assunzioni inferiori alle stime e revisioni negative per aprile e maggio.

Il dato ha ridotto le aspettative dei mercati su un rialzo ravvicinato dei tassi da parte della Federal Reserve, pur lasciando aperta la possibilità di un intervento nei prossimi mesi.

Secondo il rapporto del Dipartimento del Lavoro, diffuso ieri, i posti di lavoro nei settori non agricoli sono aumentati di 57mila unità. Il risultato è nettamente sotto le previsioni degli economisti consultati da Reuters, che indicavano un incremento di 110mila posti, con stime comprese tra 25mila e 200mila.

Anche il quadro dei mesi precedenti è stato indebolito dalle correzioni statistiche. Il dato di maggio è stato rivisto da 172mila a 129mila nuovi impieghi, mentre quello di aprile è stato abbassato di 31mila unità, a 148mila. Il rapporto è stato pubblicato con un giorno di anticipo per la festività legata al 250º anniversario dell’indipendenza degli Stati Uniti.

Il tasso di disoccupazione è sceso dal 4,3% al 4,2%, ma la flessione va letta con cautela. Circa 720mila persone sono uscite dalla forza lavoro, riducendo il tasso di partecipazione al 61,5%, il livello più basso da marzo 2021. Per questo il calo della disoccupazione non segnala necessariamente un miglioramento delle condizioni occupazionali.

La lettura è coerente con altri indicatori meno favorevoli, comprese le indagini sulle intenzioni di assunzione delle piccole imprese e il sondaggio del Conference Board, secondo cui la quota di consumatori che considera i posti di lavoro “difficili da trovare” è vicina ai massimi da cinque anni e mezzo.

Alcuni economisti hanno attribuito parte del rallentamento a un effetto ritardato della guerra in Medio Oriente. “I responsabili della politica monetaria della Fed non hanno chiarito la loro funzione di reazione, ma è evidente che questo rapporto sull’occupazione non sarà gradito”, ha detto Christopher Rupkey, capo economista di FWDBONDS.

I futures sui tassi a breve termine hanno ridimensionato la probabilità di un aumento nel mese in corso, ma continuano a indicare settembre come una scadenza plausibile, con una possibilità di rialzo intorno al 60%.

Secondo le stime degli economisti, l’economia avrebbe bisogno di creare tra zero e 50mila posti al mese per assorbire la crescita della popolazione in età lavorativa. Questo livello di equilibrio si è abbassato anche per effetto della riduzione dell’immigrazione, che ha limitato l’espansione della forza lavoro.

Tra i settori, i servizi professionali e alle imprese hanno aggiunto 36mila posti. L’assistenza sociale è cresciuta di 25mila unità e la sanità di 22mila, sotto la media mensile di 38mila dell’ultimo anno. Tempo libero e ospitalità hanno invece perso 61mila occupati, nonostante le attese di assunzioni legate al torneo mondiale di calcio.