ROMA - Il Tribunale del Riesame di Roma ha confermato il sequestro di telefoni cellulari e dispositivi elettronici nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta manipolazione del mercato legata alla diffusione di notizie ritenute false sulla situazione societaria e finanziaria della Società Sportiva Lazio.
Nel procedimento, coordinato dalla Procura di Roma, sono indagati il presidente della Banca del Fucino Mauro Masi, l’amministratore delegato Francesco Maiolini e Luigi Bisignani. L’ipotesi di reato contestata è quella di manipolazione del mercato.
I dispositivi erano stati sequestrati il 15 settembre scorso durante le perquisizioni eseguite dai carabinieri del Nucleo investigativo, su delega dei magistrati della Direzione distrettuale antimafia della Capitale.
Al centro degli accertamenti c’è la possibile diffusione organizzata di informazioni false con l’obiettivo di provocare una significativa alterazione del prezzo delle azioni della società sportiva, quotata in Borsa.
L’inchiesta era stata avviata dopo una serie di denunce presentate dal presidente della Lazio, Claudio Lotito, in seguito a episodi di minacce e all’esposizione di striscioni contro la proprietà del club nella Capitale.
Secondo gli investigatori, almeno dal 2024 sarebbero circolate notizie riguardanti un’imminente cessione del pacchetto azionario di controllo della società da parte di Lotito, presunte condizioni di insolvenza delle società a lui riconducibili e un possibile progetto per far retrocedere volontariamente la squadra, così da ottenere il cosiddetto paracadute economico da 35 milioni di euro.
Per la Procura, si tratterebbe di informazioni false potenzialmente capaci di influenzare in maniera significativa le quotazioni della Lazio.
Gli inquirenti stanno quindi esaminando il contenuto dei dispositivi sequestrati per accertare l’eventuale esistenza di un coordinamento nella diffusione di queste notizie e verificare se, in coincidenza con gli episodi contestati, si siano registrate oscillazioni del titolo in Borsa.
“Per il Tribunale del Riesame trova conferma l’ipotesi accusatoria finalizzata ad approfondire le indagini e vedere se le ipotesi indiziarie hanno conferma”, ha commentato Gian Michele Gentile, avvocato di Claudio Lotito.
Il legale ha inoltre annunciato un esposto alla Procura e al presidente del Tribunale dopo la diffusione pubblica, anche attraverso registrazioni audio, delle dichiarazioni rese da Lotito ai magistrati lo scorso 30 giugno.
“È una cosa che indigna, oltre che un problema etico”, ha dichiarato Gentile, sostenendo che la pubblicazione degli atti sarebbe stata finalizzata a screditare il presidente della Lazio.
Secondo l’avvocato, la diffusione delle dichiarazioni avrebbe avuto lo scopo di ridicolizzare una persona che, nel procedimento, riveste il ruolo di parte offesa.
L’indagine prosegue ora su due fronti: la ricostruzione dell’origine e delle modalità di diffusione delle notizie contestate e l’analisi dei possibili effetti sul mercato azionario.