NAPOLI - “Il Napoli non è in vendita”. Aurelio De Laurentiis mette fine alle indiscrezioni sul possibile passaggio di proprietà del club azzurro e ribadisce la volontà di proseguire il suo progetto, con la costruzione di un nuovo stadio tra le priorità.
Intervenuto ai microfoni di Kiss Kiss Napoli, il presidente partenopeo ha chiarito i contorni dei contatti avuti con Matt Rizzetta, confermando di averlo incontrato lo scorso anno per valutare l’interesse di alcuni fondi d’investimento.
“Mi ha introdotto a un paio di fondi che rappresentava e che volevano comprare il Napoli. Io volevo saggiare il valore del club e così abbiamo messo insieme i nostri avvocati a confrontarsi, per una due diligence che però non iniziava mai”, ha raccontato De Laurentiis.
Sul tavolo sarebbe arrivata un’offerta superiore ai 2,2 miliardi di euro, ma le condizioni non hanno convinto il numero uno azzurro. “Volevano pagare una parte subito, alla firma, e un’altra in tre anni. Inoltre, all’inizio mi avevano detto che avrei potuto gestire e strada facendo il mio ruolo si sarebbe sempre più ridotto, fino a restare come presidente onorario”.
De Laurentiis ha spiegato di aver chiesto garanzie per tutelare il lavoro svolto in oltre vent’anni alla guida della società. “Ho una responsabilità verso la città, verso una regione, verso un popolo di 83 milioni di supporters nel mondo occidentale. Ma quando mi dici che hai dietro 2-3 fondi e vuoi dilatare il pagamento in più anni ti presenti male...”.
Il presidente ha poi raccontato di aver incontrato nuovamente Rizzetta, prima allo stadio e successivamente durante una partita di basket del Napoli. “Mi ha detto: ‘Non sei proprio interessato a vendere?’. Gli ho risposto: ‘Abbi pazienza, non ricominciamo con questa telenovela’”.
Al centro dei progetti di De Laurentiis resta la realizzazione di un nuovo impianto. “Io voglio fare lo stadio, che sarà un grande impegno, anche fisico perché bisognerà mettere il cappello da costruttore in testa e stare lì tutti i giorni e mettere mattone dopo mattone per creare una realtà che non esiste”, ha sottolineato, aggiungendo che Rizzetta avrebbe forse accettato di mantenere il Maradona.
Una futura cessione, tuttavia, non è esclusa definitivamente. “Se però un giorno dovessi vendere, fra due, tre o cinque anni, preferirei venderlo a un napoletano piuttosto che a un americano, perché ognuno conosce casa propria, le persone con cui si deve rapportare”, ha concluso il presidente.
Per il momento, dunque, nessun cambio di proprietà all’orizzonte: De Laurentiis guarda avanti, con il nuovo stadio come obiettivo centrale del futuro azzurro.