ROMA - Il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo decreto-legge con misure urgenti a sostegno dell’autotrasporto, dell’agricoltura e della pesca, mentre proseguono in diverse regioni le proteste contro il caro carburante.  

Il governo ha deciso anche di rafforzare gli interventi per rimuovere i blocchi stradali e garantire il rifornimento di supermercati, imprese e servizi essenziali. 

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato il provvedimento dopo giorni di disagi, segnati da scaffali vuoti, difficoltà nelle consegne e segnalazioni di intimidazioni nei confronti dei camionisti intenzionati a continuare a lavorare. 

“Il governo ascolta chi manifesta pacificamente e lavora per dare risposte concrete”, ha dichiarato la premier, ricordando l’accordo già raggiunto con le principali associazioni degli autotrasportatori. 

Meloni ha però distinto le rivendicazioni della categoria dalle azioni di chi continua a impedire la circolazione dei mezzi pesanti. 

“In alcune zone pochi soggetti continuano a bloccare le strade e non si fermano lì. Minacciano chi vuole lavorare, tagliano le gomme ai camion dei colleghi. Questa non è protesta, è intimidazione e l’intimidazione non la tolleriamo”, ha affermato. 

La presidente del Consiglio ha chiesto al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi di assicurare il libero transito delle merci, soprattutto dei prodotti alimentari e dei farmaci, per evitare ulteriori carenze e possibili aumenti dei prezzi. 

Il Viminale ha avviato le identificazioni dei responsabili dei blocchi e sono previste denunce nei casi in cui vengano accertate violazioni della legge. 

Le forze dell’ordine stanno inoltre garantendo scorte agli autotrasportatori che chiedono di poter proseguire il lavoro in sicurezza. Secondo quanto comunicato dal governo, circa 500 camionisti hanno già usufruito di questo servizio. 

Sul fronte economico, il decreto introduce nuove risorse e strumenti per sostenere le imprese colpite dall’aumento dei costi del gasolio. Meloni ha annunciato altri 106 milioni di euro per rifinanziare il credito d’imposta relativo al periodo settembre-ottobre 2026, che si aggiungono ai 434 milioni già stanziati. 

Sono inoltre previsti lo sblocco dei pagamenti arretrati per il trasporto marittimo, a partire da novembre, e la possibilità di utilizzare i crediti d’imposta fino al 31 marzo 2027. 

Il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi ha spiegato che sono già iniziate le procedure di pagamento per le imprese beneficiarie degli aiuti relativi ai mesi precedenti. 

Le prime 2000 aziende dovrebbero trovare i crediti disponibili nel proprio cassetto fiscale dalla prossima settimana, mentre complessivamente sono circa 32mila le imprese interessate dalle misure fino ad agosto. 

Tra le novità figura anche la possibilità di sospendere per sette mesi il pagamento dei canoni di leasing degli automezzi, per aiutare soprattutto le imprese medio-piccole a conservare liquidità. 

Il decreto introduce inoltre un meccanismo che consente agli autotrasportatori di trasferire parte dei maggiori costi del carburante ai committenti anche nei rapporti di trasporto non regolati da contratti scritti. 

Per il settore agricolo sono stati stanziati 60 milioni di euro, destinati a un contributo sul costo del gasolio che potrà arrivare fino a 45 centesimi al litro, per circa 121 milioni di litri di carburante. 

Altri 10 milioni di euro sono stati destinati alla pesca, comparto nel quale i rincari hanno già provocato il fermo di diversi pescherecci, soprattutto nei porti dell’Adriatico, tra Marche e Abruzzo. 

Intanto la situazione comincia a migliorare in alcune regioni meridionali. 

In Sicilia, parte degli autotrasportatori che mantenevano i presidi lungo le autostrade e nelle aree portuali ha deciso di sospendere la mobilitazione. Anche in Calabria Fedralog ha interrotto il fermo, consentendo la ripresa delle consegne nei negozi e nei supermercati. 

I rifornimenti procedono ancora in modo irregolare, ma si registra un graduale ritorno dei prodotti alimentari sugli scaffali. Sono riprese anche le forniture di carburante ai distributori, molti dei quali avevano esaurito benzina e gasolio. 

In altre zone del Mezzogiorno, tuttavia, persistono blocchi e rallentamenti che continuano a ostacolare le attività produttive. I sindaci di Napoli e Bari hanno espresso preoccupazione per le ripercussioni economiche e per il rischio di paralisi delle rispettive città. 

Le associazioni degli autotrasportatori che hanno sottoscritto l’intesa con il governo chiedono ora la rimozione dei presidi rimasti attivi, sostenendo che la prosecuzione dei blocchi non sia più giustificabile dopo gli impegni assunti dall’esecutivo.