“Chi altri ha avuto problemi di cuore nella sua famiglia?”. “Ah, beh, tutti. Tra infarti e ictus, una strage. I miei nonni avevano anche loro la pressione alta, e si son fatti l’ictus. Mio papà purtroppo è rimasto secco con l’infarto, poverino, appena andato in pensione. Io assomiglio a lui. Eh, quando uno è destinato, non si scappa”.

Questo racconto è paradigmatico. E qui sta il punto: l’ipertensione diventa destino se non si prendono per tempo efficaci contromisure. In Italia muoiono di infarto o ictus il 33,4% delle donne e il 28,1% degli uomini: l’ipertensione è il più potente fattore di rischio per entrambi. Questa patologia colpisce circa il 31% della popolazione italiana adulta, oltre 15 milioni di persone, di cui il 60% ha più di 74 anni. In più il 17% ha un’ipertensione “borderline”, iniziale.

Purtroppo, questa patologia è accettata come destino, come i capelli bianchi. È molto diffusa, e tuttavia è poco percepita nella sua pericolosità e nel suo tremendo costo in salute. Merita condividerne gli aspetti che ci consentono di prevenirla e limitarne i danni.

Di fatto, con l’ipertensione il più potente nemico del cuore è in agguato, già pronto a colpire. Il primo bersaglio sono gli uomini in età lavorativa; il secondo, per età, sono le donne dopo la menopausa, nelle quali la perdita degli ormoni sessuali, dovuta all’esaurimento o alla rimozione delle ovaie, è il più potente nemico biologico della salute cardiovascolare, se non ridiamo al corpo gli ormoni perduti. Non bastasse, proprio perché il primo tempo della malattia è silenzioso, il 27%-33% delle persone ipertese non sa (ancora) di esserlo.

Prima raccomandazione: misuratevi tutti la pressione, dal medico di famiglia o in farmacia, già oggi, al massimo domani. Prendete la questione seriamente, soprattutto se avete ipertesi in famiglia, o casi di infarto o ictus, o alterazioni pressorie anche modeste.

“Normalizzare” i primi passi di ogni patologia è una tendenza perniciosa, anche da parte di noi medici. Dire “è normale, alla sua età” è pericoloso. Non si deve confondere un dato “frequente”, per esempio tra gli anziani, con un dato “normale”. Un’alta frequenza, dal punto di vista statistico, non va confusa con la normalità biologica e fisiopatologica. Per essere “in salute” un dato parametro dovrebbe restare nel range biologico di normalità, idealmente fino a cent’anni.

Quando vi siete misurati la pressione l’ultima volta? Se era al di sopra di 130 di massima e 85 di minima, ecco il primo semaforo giallo, su cui merita allertarsi, ancor più se si è sovrappeso o obesi. In Italia, già nel 2020, più del 45,9% della popolazione era in eccesso di peso, con tendenza in aumento. Quanto pesate? Qual è la vostra circonferenza addominale? Misuratevi e fatevi un esame di coscienza. Qual è il vostro stile di vita? Quanti passi fate ogni giorno? L’ideale sono almeno 7.000 passi, secondo le ultime stime. Soffrite di “divanite cronica”, quel mix di pigrizia e stanchezza che vi tiene inchiodati sul sofà? Alzatevi e rimettetevi attivi. Siete in coppia, sposati o conviventi? Non rimandate! Controllatevi la pressione, subito! E fate una bella riflessione insieme, per riconoscere i fattori di rischio comuni in uomini e donne, dato che condividiamo ben 45 su 46 cromosomi, i “manuali di istruzioni” per il funzionamento di cellule, organi e tessuti, cuore in testa.

Tra i fattori di rischio condivisi ecco obesità e sovrappeso: sono il fattore modificabile più importante, responsabile del 20-30% dell’ipertensione. E attenti al diabete, gemello diabolico dell’obesità, e al colesterolo, che ne potenziano gli effetti sinistri a livello dei vasi arteriosi. Guardatevi negli occhi e iniziate un serio programma di rimessa in forma, a cominciare dalla camminata mattutina quotidiana: l’inattività fisica, da sola, raddoppia il rischio cardiovascolare e potenzia diabete e obesità. State leggeri con il sale, e preferite il sale di potassio. Attenti all’alcol, ricordando che nelle donne è due volte più pericoloso rispetto agli uomini, perché noi donne abbiamo meno della metà dell’alcol-deidrogenasi, l’enzima che lo distrugge.

Attenti al fumo, che ferisce a fondo le arterie, con special gusto per le coronarie. Attenti ai disturbi del sonno, le apnee ostruttive, attivate dall’obesità. Sono comuni fra uomini e donne anche le predisposizioni genetiche familiari, i fattori psicosociali (fra cui stress, depressione, ostilità), l’età avanzata e l’inquinamento. 

Prevenzione per entrambi: stili di vita sani, seguiti con costanza e disciplina. Per le donne, un aiuto in più: la terapia ormonale sostitutiva, se indicata, è un’ottima alleata per avere fino a tarda età una pressione perfetta e il cuore che sorride.
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