TEHERAN - Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che un accordo con l’Iran – per porre fine alla guerra in corso da tre mesi – potrebbe essere raggiunto già nel fine settimana, prima del vertice del G7 in Francia.
A conferma dell’accelerazione diplomatica, diverse agenzie di stampa iraniane hanno pubblicato i punti principali di una presunta bozza di memorandum d’intesa tra Teheran e Washington, che secondo l’agenzia Mehr (la quale cita una fonte vicina al team negoziale) si comporrebbe di 14 punti complessivi.
Parallelamente, un’inchiesta di Axios (basata sulle rivelazioni di un diplomatico di uno dei Paesi mediatori e di una fonte statunitense) ha confermato che “Stati Uniti e Iran hanno raggiunto un accordo sul testo” ieri sera, precisando che il documento necessita ancora della firma definitiva.
L’accordo, mediato congiuntamente da Qatar e Pakistan, prenderà il nome di “Accordo di Islamabad”. Il testo è stato approvato dalla parte iraniana ad alti livelli (ma probabilmente non dalla guida suprema Mojtaba Khamenei) mercoledì sera, dopo ore di negoziati a Teheran tra il mediatore qatariota Ali Al-Thawadi e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Durante i colloqui, Al-Thawadi ha parlato telefonicamente più volte con gli inviati di Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner.
Il primo punto cardine del memorandum d’intesa prevede la cessazione immediata e permanente delle ostilità “su tutti i fronti” per un periodo di 60 giorni, Libano compreso, con entrata in vigore subito dopo la firma. Il testo include anche impegni da parte degli Stati Uniti, come il rispetto della sovranità iraniana e la non ingerenza nei suoi affari interni.
Durante questo periodo di transizione di 60 giorni, Washington si impegnerà inoltre a non aumentare la propria presenza militare nella regione né a imporre nuove sanzioni.
Un altro tassello fondamentale riguarda la sicurezza marittima: lo Stretto di Hormuz verrà riaperto immediatamente, senza che l’Iran imponga alcun pedaggio per il transito, garantendo così il libero flusso di energia e merci commerciali. Secondo i termini della bozza, il traffico navale attraverso lo stretto tornerà ai livelli prebellici dopo 30 giorni dalla firma.
In base al memorandum, l’Iran ribadirà il proprio impegno nei confronti del Trattato di non proliferazione nucleare e il proprio obbligo a non acquisire né sviluppare mai un’arma nucleare, risolvendo la controversia sulle proprie scorte. La bozza “entra nel dettaglio su tutte le questioni nucleari” e, secondo la fonte di Axios, “soddisfa tutti i requisiti degli Stati Uniti”, includendo un quadro di riferimento per affrontare la questione dell’uranio arricchito.
Un alto funzionario statunitense ha affermato che Trump ha concordato che una delle opzioni per risolvere la questione potrebbe essere la riduzione del livello di arricchimento dell’uranio iraniano all’interno del Paese, sotto la supervisione degli ispettori delle Nazioni Unite.
Tuttavia, qualsiasi azione strutturale sul programma atomico dipenderà da un secondo accordo più dettagliato: le parti si sono impegnate a negoziare entro i 60 giorni un’intesa definitiva sulla questione nucleare. Questo trattato deve prevedere la revoca completa delle sanzioni primarie e secondarie statunitensi e l’annullamento delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) riguardanti l’Iran.
L’accordo definitivo sarà poi approvato da una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ed entrambe le parti istituiranno un meccanismo di monitoraggio speciale per garantirne il rispetto.
Il memorandum d’intesa stabilisce che l’Iran beneficerà di un allentamento parziale delle sanzioni (specificamente sulla vendita di petrolio e prodotti petrolchimici) e dell’accesso alle risorse finanziarie internazionali. Questo allentamento sarà scalare e aumenterà se l’Iran rispetterà l’accordo iniziale dimostrando “buona fede” nei successivi negoziati. “Non c’è una data precisa per l’allentamento delle sanzioni e sarà legato all’attuazione dell’accordo”, ha precisato una fonte.
Sul piano economico, la bozza prevede che gli Stati Uniti e i loro alleati presentino un piano di ricostruzione per l’Iran del valore di almeno 300 miliardi di dollari. Resta invece da definire nel dettaglio la modalità di restituzione dei miliardi di dollari iraniani congelati all’estero. L’Iran ha insistito per ricevere immediatamente una parte dei fondi alla firma, mentre gli Stati Uniti hanno imposto uno sblocco in tranche subordinato al rispetto degli impegni.
La bozza preliminare indicherebbe lo sblocco di 12 miliardi di dollari di beni iraniani all’inizio dei negoziati, cifra che equivale alla metà dei fondi totali previsti per lo sblocco. Inoltre, secondo le fonti, Stati Uniti, Iran e Qatar hanno discusso nei giorni scorsi di un meccanismo specifico che consentirebbe a Teheran di accedere a una parte dei suoi fondi congelati in Qatar per l’esclusivo acquisto di beni umanitari.