ROMA - “Ci attende una delle sfide più impegnative nella storia della Nazionale: quattro partite consecutive contro avversarie di altissimo livello, tutte tra le prime dieci nel mondo. A un anno dalla Coppa del Mondo, considero questo appuntamento una grande opportunità per mettere alla prova il carattere del gruppo e capire il livello internazionale di alcuni giocatori. Dovremo essere creativi, imprevedibili e capaci di imporre il nostro rugby, senza cercare di imitare modelli diversi dal nostro”. Il ct azzurro Gonzalo Quesada parla in occasione del lancio della Northern Phase del Nations Championship 2026, che vedrà l’Italia impegnata a Torino, Genova e Udine rispettivamente contro Sudafrica, Argentina e Fiji, prima di trasferirsi a Londra per disputare la fase finale.

“Tommaso Allan non ha ancora ripreso ad allenarsi completamente con la squadra e sta proseguendo il proprio percorso di recupero insieme allo staff medico e ai preparatori fisici - prosegue il coach dell’Italrugby -. Venerdì dovrebbe partecipare a una parte significativa dell’allenamento, con l’obiettivo di tornare al lavoro completo la settimana successiva”. “È uno dei giocatori - aggiunge - che stiamo valutando per i 23, ma la decisione dipenderà dalle sue condizioni e da quanto accadrà nel fine settimana. In una situazione normale, difficilmente schiereremmo un giocatore appena rientrato in allenamento; in questo momento, però, dobbiamo considerare tutte le possibilità”.

“La gestione della preparazione è complicata dal calendario internazionale e dagli impegni dei giocatori con i club - prosegue Quesada -. Abbiamo cercato di trattenere il maggior numero possibile di giocatori, ma anche le franchigie italiane hanno necessità di recuperare elementi importanti. Dovremo quindi adattare la preparazione alle esigenze individuali, cercando di arrivare alla partita nelle migliori condizioni possibili”. Come sarà questo Nations Championship, a cominciare dalla sfida con il Sudafrica in programma il 7 novembre all’Allianz Stadium di Torino, è presto detto: “Nella scelta della squadra contro il Sudafrica, uno dei criteri fondamentali sarà la capacità di sostenere un’intensità elevata per tutti gli 80’”.

“Dovremo individuare giocatori in grado di reggere il ritmo della partita e che abbiano accumulato un minutaggio sufficiente nelle ultime settimane. Potrebbero esserci alcuni esordienti, perché le opzioni con esperienza e continuità di gioco sono limitate. Resta però la mia fiducia nel gruppo: le sensazioni avute durante gli allenamenti sono positive e credo che chi avrà un’opportunità saprà sfruttarla. Non considero questo novembre una semplice maratona, ma una successione di quattro prove di altissimo livello, fisiche, tecniche e mentali. Giocare in Italia rappresenta un vantaggio importante: sentiamo l’energia del pubblico e dell’ambiente che ci circonda. Abbiamo fiducia nel lavoro svolto e vogliamo trasformare questa serie di impegni in un’occasione concreta per misurare il valore del gruppo e la profondità del rugby italiano”, conclude Quesada.