SYDNEY – La scelta di far pagare l’uso degli scomparti superiori potrebbe offrire a Jetstar nuove entrate, ma anche spingere parte della clientela verso compagnie concorrenti quando il costo finale del viaggio si avvicina a quello di un vettore tradizionale.
Dal 2 febbraio, la compagnia a basso costo abbandonerà l’attuale limite di sette chili per il bagaglio in cabina e adotterà un modello simile a quello già utilizzato da alcuni operatori europei, tra cui Ryanair.
Ogni passeggero potrà portare gratuitamente un piccolo collo fino a dieci chili, purché possa essere sistemato sotto il sedile anteriore. Zaini più grandi, trolley e altri bagagli destinati alle cappelliere comporteranno invece un supplemento compreso tra 25 e 52 dollari per tratta, a seconda della rotta.
L’opzione, definita “priority carry-on” e soggetta a disponibilità limitata, comprenderà anche l’imbarco prioritario.
Secondo l’esperto di aviazione Tony Stanton, la nuova struttura potrebbe risultare favorevole a chi viaggia con pochi effetti personali e non utilizza gli spazi superiori. Nel tempo, i clienti potrebbero abituarsi alla tariffa aggiuntiva come già avviene per il bagaglio da stiva, i pasti o la scelta del posto.
Il rischio nasce però dal confronto con il prezzo complessivo delle altre compagnie. Se l’aggiunta del trolley ridurrà troppo il divario, alcuni viaggiatori potrebbero preferire un vettore che includa più servizi nella tariffa iniziale.
Per Stanton, l’esito dipenderà anche dalla chiarezza con cui Jetstar comunicherà le nuove condizioni. Un’informazione poco trasparente potrebbe alimentare contestazioni al momento della prenotazione o direttamente in aeroporto.
La compagnia sostiene che la decisione derivi da ricerche e osservazioni raccolte tra passeggeri ed equipaggi, spesso contrariati dai controlli sul peso e dalla difficoltà di trovare spazio a bordo.
L’amministratrice delegata Stephanie Tully ha affermato che il sistema dovrebbe rendere più rapido l’imbarco, favorire partenze puntuali e mantenere basse le tariffe. Nel giugno 2026, tuttavia, soltanto il 75 per cento dei voli nazionali Jetstar è partito in orario, contro una media del settore dell’81,9 per cento.
Stanton ritiene che l’aumento dei ricavi sia parte evidente della scelta. A suo giudizio, per accelerare le operazioni sarebbero bastati gruppi d’imbarco, controlli più severi sulle misure o una diversa gestione della cabina.
L’ex amministratore delegato di Qantas e primo responsabile di Jetstar, Alan Joyce, ha approvato la misura, sostenendo che ogni iniziativa capace di contenere il prezzo dei biglietti meriti attenzione.
Più critici alcuni esponenti politici. La senatrice dei Nazionali Bridget McKenzie ha parlato di un prelievo pensato soltanto per ottenere altro denaro dai passeggeri, mentre l’indipendente David Pocock ha accusato il governo federale di fare troppo poco per chiamare le compagnie a rispondere delle proprie pratiche.
Il ministro dei Trasporti Catherine King ha ricordato che i vettori devono spiegare con precisione i servizi compresi nella prenotazione. Jetstar, ha aggiunto, dovrà dimostrare ai viaggiatori che il nuovo sistema serve davvero a conservare biglietti accessibili.