Sono passati 25 anni dell’immane tragedia dell’11 settembre 2001 e in questi giorni tutti ricordano l’anniversario con temi legati alle due Torri di New York dove morirono migliaia di persone innocenti.  Molto interessante quello che ha scritto la famosa giornalista italiana Oriana Fallaci, allora residente a Manhattan, la quale seguì gli eventi da vicino, nei suoi articoli sul Corriere della Sera e dopo nel libro La Rabbia e l’Orgoglio. Il libro ha venduto milioni di copie suscitando polemiche a favore della Fallaci e contro la Fallaci. Dopo un silenzio durato dieci anni ha scritto accuse abbastanza dure contro la Jihad. Purtroppo, noi non abbiamo molto spazio a disposizione e non possiamo entrare nei particolari. Riportiamo la rabbia della Fallaci, il grido rivolto alla civiltà occidentale, alla nostra civiltà di non farsi distruggere, di difenderci prima che sia troppo tardi. L’allarme lanciato dalla giornalista-scrittrice in poche parole è stato questo: “Se non si combatte, la Jihad vincerà E distruggerà il mondo che bene o male siamo riusciti a costruire, a cambiare, a migliorare, a rendere un po’ più intelligente cioè meno bigotto o addirittura non bigotto. Distruggere la nostra cultura, la nostra arte, la nostra scienza, la nostra morale, i nostri valori, i nostri piaceri... Non vi rendete conto che gli Osama Bin Laden si ritengono autorizzati a uccidere voi perchè bevete il vino o la birra, perchè non portate la barba lunga o il chador (il burkah), perchè ballate nelle discoteche...”. Insomma, il messaggio è chiaro, sincero e pungente. Non aggiungiamo altro. Oriana Fallaci (1929-2006), donna straordinaria: “La paura non è un peccato”. Il peccato è non avere coraggio.
MARIANO  CORENO