PARIGI - La tornata elettorale per il rinnovo parziale del Senato francese non ha stravolto i grandi equilibri di potere al Palazzo del Lussemburgo, ma segna due svolte politiche di rilievo: l’affermazione record del Rassemblement National, che quadruplica la propria presenza garantendosi un gruppo parlamentare, e l’esordio storico della France Insoumise, con il suo primo senatore.
Il voto di domenica ha interessato 63 dipartimenti (concentrati soprattutto nel sud del Paese e lungo la fascia mediterranea, escludendo la regione parigina) per rinnovare tramite suffragio universale indiretto la metà dei 348 seggi dell’assemblea, affidati al giudizio dei grandi elettori, per lo più amministratori locali.
Ultima consultazione prima delle elezioni presidenziali della prossima primavera del 2027, le senatoriali certificano il progressivo radicamento locale del Rassemblement National e dei suoi alleati dell’Unione delle Destre per la Repubblica (Udr) di Éric Ciotti, riflettendo anche i risultati ottenuti alle comunali dello scorso marzo.
Con almeno 15 eletti complessivi tra il partito di Marine Le Pen e la formazione alleata, la destra sovranista supera la soglia necessaria per costituire un proprio gruppo autonomo. Ai tre senatori già eletti nel 2023 se ne aggiungono nove di Rn (che ha conquistato seggi in dipartimenti come Hérault, Gard, Seine-Maritime, oltre a due seggi nel Var e la vittoria della vicepresidente Edwige Díaz in Gironda) e due di Udr.
Jordan Bardella ha annunciato che i senatori delle due sigle formeranno un gruppo unico, salutando risultati che “segnano una tappa nel radicamento del Rn nel nostro Paese” e “una tappa ulteriore verso l’elezione di Marine Le Pen tra qualche mese”.
La stessa Le Pen, in testa ai sondaggi per l’Eliseo, ha celebrato “una vittoria storica”, sottolineando come sia stata appena superata “una tappa decisiva” con l’ingresso strutturato al Senato, dove il partito era entrato per la prima volta nel 2014 con soli due seggi (quando ancora si chiamava Front National).
La creazione del gruppo Rn-Udr garantirà vantaggi logistici, politici e finanziari rilevanti in vista delle presidenziali: maggiori risorse economiche, più uffici, visibilità mediatica e il diritto di richiedere l’istituzione di una commissione d’inchiesta per ciascuna sessione parlamentare.
La seconda novità riguarda la France Insoumise. La formazione della sinistra radicale guidata da Jean-Luc Mélenchon, fino ad oggi priva di rappresentanza al Palazzo del Lussemburgo, ottiene il suo primo seggio storico nella regione del Rodano con l’elezione di Gabriel Amard, deputato dal 2022 e genero dello stesso Mélenchon.
Alludendo alle tensioni interne alla sinistra e alla futura collocazione del seggio, Amard ha dichiarato ai microfoni di Public Sénat: “Quando se ne ha uno in un’Assemblea, è l’inizio della fine per gli altri”. Da parte sua, Mélenchon ha espresso forte soddisfazione per percentuali che “in tutti i dipartimenti” hanno superato il peso iniziale dei grandi elettori della formazione, definendo l’esito “un buon auspicio per il 2027”.
La destra di Les Républicains (Lr) resta ampiamente la prima forza della Camera alta, con 123 senatori, e mantiene saldamente il controllo dell’emiciclo insieme agli alleati dell’Union Centriste (71 seggi). È data per scontata la rielezione alla presidenza di Gérard Larcher, in carica dal 2014, che ha già annunciato la propria candidatura per un sesto mandato.
Commentando la nascita del gruppo Rn-Udr, Larcher ne ha parlato come di una “conseguenza del risultato delle elezioni comunali”, richiamando il Senato a “restare un’assemblea del confronto pacato, della ragione, della riflessione”.
Tengono i Socialisti, che conservano i propri 65 seggi confermandosi seconda forza dell’emiciclo davanti ai centristi (in attesa del conteggio definitivo). Subisce invece una flessione il gruppo macronista del Rdpi (Rassemblement des démocrates, progressistes et indépendants), che scende da 19 a 14 senatori, riallineandosi numericamente al nascente gruppo Rn-Udr e agli Ecologisti, questi ultimi capaci di preservare il proprio gruppo pur avendo perso due seggi tra Gironda e Alsazia.
Tra i profili di rilievo confermati o entrati al Senato figura l’ex ministro dell’Interno Bruno Retailleau, candidato all’Eliseo ed ex capogruppo LR, rieletto in Vandea con oltre il 62% dei voti. Claude Chirac, figlia ed ex assistente dell’ex presidente Jacques Chirac, è stata eletta come supplente del repubblicano Julien Bounie.
Conferma anche per il 76enne Claude Malhuret, figura vicina a Édouard Philippe ed ex sindaco di Vichy, noto per i suoi interventi virali, tra cui il discorso del 4 marzo 2025, in cui definiva Donald Trump un “imperatore sputafuoco” ed Elon Musk un “giullare drogato di ketamina” alla “corte di Nerone”.
Il primo ministro Sébastien Lecornu ha rivolto le sue congratulazioni a tutti gli eletti, assicurando che “il governo lavorerà con ciascuno, nel rispetto del dibattito parlamentare e delle nostre istituzioni”. I nuovi senatori insedieranno i propri scranni giovedì 1º ottobre per il voto sulla presidenza del Senato. La formalizzazione dei gruppi parlamentari e il deposito delle relative liste di componenti sono fissati per lunedì 5 ottobre.