TEL AVIV - Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sarebbe volato in segreto ad Abu Dhabi a bordo di un jet privato per un incontro riservato con il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohammed bin Zayed. A rivelare la missione riservata (svolta nella giornata di domenica e conclusasi con il rapido rientro in patria del premier) è stata l’Associated Press, integrata dalle ricostruzioni della testata Yedioth Ahronoth. 

Secondo quanto riferito da una fonte informata, al centro del colloquio tra i due leader vi è stato il recente scoop del quotidiano Haaretz. All’inizio del mese, il giornale ha rivelato l’esistenza di una telefonata con cui Mohammed bin Zayed (noto come MbZ) avrebbe avvertito direttamente Netanyahu dieci giorni prima del 7 ottobre 2023, mettendolo in guardia sulle intenzioni di Hamas di condurre una vasta operazione militare. 

In piena campagna elettorale in Israele e nel mirino delle polemiche per le rivelazioni sui segnali ignorati prima del massacro, Netanyahu avrebbe chiesto personalmente al presidente emiratino di smentire pubblicamente l’articolo. Gli Emirati Arabi Uniti e il Bahrein, firmatari degli Accordi di Abramo, sono stati gli unici due Paesi arabi a mantenere i propri rappresentanti in aula durante il discorso pronunciato dal premier israeliano all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. 

La notizia del presunto avvertimento emiratino (rilanciata anche dal New York Times) si inserisce in un quadro di indiscrezioni rilanciate da testate come The Atlantic e il Wall Street Journal. Secondo quest’ultimo, che cita funzionari di governi arabi e persone a conoscenza dei fatti, a inizio ottobre 2023 due primi avvertimenti egiziani su un imminente attacco da Gaza rimasero inascoltati dalle autorità israeliane. In seguito, il capo dei servizi segreti egiziani, Abbas Kamel, avrebbe telefonato a Netanyahu per trasmettergli un terzo e ultimo allarme. 

Pochi giorni dopo, l’offensiva di Hamas causava circa 1.200 morti e il sequestro di circa 250 persone, innescando la guerra a Gaza. Le ricostruzioni indicano inoltre che già nel settembre 2023, durante un precedente colloquio con bin Zayed, Netanyahu sarebbe stato informato della possibilità di attacchi da parte di Hamas, pur senza dettagli su tempistiche o portata, ed era apparso scettico. L’accumularsi di queste notizie sui contatti prebellici ha riacceso le tensioni politiche in Israele in vista delle elezioni nazionali del mese prossimo. 

L’ufficio del primo ministro israeliano è intervenuto con una nota per smentire categoricamente le ricostruzioni relative ai contatti con il vertice dei servizi egiziani: “Non c’è alcuna verità nella notizia pubblicata secondo cui il capo dell’intelligence egiziana Abbas Kamel avrebbe telefonato al primo ministro Benjamin Netanyahu all’inizio di ottobre 2023 per avvertirlo di un imminente attacco dalla Striscia di Gaza”. 

L’ufficio di Netanyahu ha precisato che “l’affermazione è stata già smentita all’epoca e ora viene riproposta per fuorviare l’opinione pubblica israeliana. L’11 ottobre 2023, l’Egitto ha ufficialmente negato di aver avvertito Israele dell’attacco del 7 ottobre. Nei mesi precedenti all’attacco, Netanyahu non ha incontrato né parlato con Abbas Kamel, e nessun funzionario dell’intelligence israeliana ha trasmesso un simile avvertimento al primo ministro”.