KIEV - L’Ucraina ha vissuto un’altra notte di fuoco e sangue tra domenica e le prime ore di lunedì 28 settembre 2026. Una violenta ed estesa ondata di attacchi condotta dalla Russia con droni d’attacco e bombe aeree guidate ha preso di mira diverse regioni del Paese, colpendo Kharkiv, Kiev, Sumy, Odessa, Zhytomyr, Rivne, Vinnytsia, Dnipropetrovsk, Khmelnytskyi e Zaporizhzhia.    

L’episodio più drammatico si è verificato a Kharkiv, nel nord-est del Paese. Nelle prime ore della mattinata una bomba aerea guidata russa ha centrato in pieno un edificio residenziale di nove piani. Secondo il bilancio comunicato dal governatore della regione, Oleh Syniehubov, e dalle autorità locali, il raid ha provocato il ferimento di almeno 22-25 persone, tra cui nove bambini. L’impatto sugli immobili adibiti ad abitazione civile ha segnato una delle pagine più drammatiche dell’offensiva dell’ultimo giorno. 

Anche la capitale Kiev e la sua area metropolitana sono state pesantemente bombardate da uno sciame di droni. Il sindaco Vitali Klitschko ha segnalato danni diffusi in varie zone della città: un raid contro il mercato alimentare all’ingrosso di Stolichny, situato appena fuori dalla capitale, ha causato un vasto incendio, provocando la morte di due persone e il ferimento di altre quattro. Gli attacchi condotti sull’area urbana hanno inoltre danneggiato palazzi residenziali, attività commerciali, stazioni di servizio e infrastrutture di comunicazione.    

Nel resto del Paese le incursioni hanno colpito bersagli sia civili sia industriali: nella regione di Odessa è stata colpita una nave battente bandiera di Palau, mentre nel distretto di Zhytomyr i raid hanno danneggiato una fabbrica di gelati. Bombe e droni hanno raggiunto anche strutture abitative a Sumy e Rivne, provocando danni a infrastrutture critiche nelle regioni di Vinnytsia, Dnipropetrovsk, Khmelnytskyi e Zaporizhzhia. Complessivamente, il bilancio provvisorio riportato dai media nelle ultime 24 ore parla di tre morti e otto feriti nei vari territori interessati dai raid. 

All’indomani delle incursioni, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha pubblicato un messaggio di dura condanna. Riferendo di danni a case, stazioni di servizio e strutture energetiche e di comunicazione in numerose aree del Paese, Zelensky ha tracciato il bilancio dell’escalation dell’ultima settimana, durante la quale la Russia avrebbe lanciato contro l’Ucraina oltre 2.200 droni d’attacco, circa 1.630 bombe aeree e 38 missili di vario tipo, compresi vettori balistici. Alla luce di questi numeri, il leader ucraino ha ribadito l’urgenza di rafforzare la difesa aerea, il sistema energetico e il sostegno finanziario a Kiev. 

Sul fronte diplomatico e strategico si registra tuttavia una richiesta d’arresto da parte di Washington. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato ai giornalisti, secondo quanto riportato da Clash Report, di aver chiesto direttamente a Zelensky di “rallentare” gli attacchi alle raffinerie petrolifere russe: “Il grosso problema è che le raffinerie in Russia stanno esplodendo. Non è tanto un problema del Medio Oriente quanto un problema della Russia, perché l’Ucraina e la Russia sono in guerra tra loro e l’Ucraina sta facendo saltare in aria le raffinerie di diesel in Russia, perché queste lavorano grandi quantità di petrolio. Quindi questa situazione è davvero interessante. E ho parlato con il presidente Zelensky, gli ho detto: ‘Dovete rallentare con le raffinerie’. E lui ha risposto ‘Probabilmente lo faremo’”.    

Parallelamente al fronte bellico, il Cremlino alza la pressione e minaccia un’ulteriore intensificazione delle operazioni militari. Il portavoce di Mosca, Dmitri Peskov, ha affermato che la Russia aumenterà la propria offensiva per far pagare all’Ucraina il prezzo degli attacchi condotti negli ultimi mesi: “La Russia rafforzerà la propria sicurezza al punto che nessuno avrà più la tentazione di minacciarla. La Russia deve garantire la propria sicurezza così che a nessuno venga la voglia di annunciare piani per infliggerle colpi devastanti. All’Ucraina toccherà pagare il prezzo delle sue azioni degli ultimi mesi e questo sta già avvenendo con gli attacchi delle Forze Armate russe”.