CANBERRA – Più di 30mila visti permanenti Resolution of Status sono stati concessi da quando il governo Albanese ha ampliato il percorso nel 2023, andando oltre il numero di persone che inizialmente si prevedeva potessero beneficiarne.

Nel febbraio di quell’anno Canberra aveva annunciato che circa 19mila titolari di Temporary Protection Visa e Safe Haven Enterprise Visa avrebbero potuto accedere alla residenza permanente. Il Dipartimento degli Interni conferma che il Resolution of Status consente ai titolari idonei di TPV e SHEV arrivati in Australia prima del 14 febbraio 2023 di ottenere un visto permanente.

Le cifre più recenti indicano però che il totale delle concessioni ha superato quota 30mila. Il Dipartimento precisa che la categoria non è stata utilizzata esclusivamente per gli ex titolari di TPV e SHEV, ma anche nell’ambito della risposta australiana ad alcune crisi umanitarie.

La Coalizione sostiene che la decisione del Partito laburista di smantellare il precedente sistema di visti temporanei abbia indebolito le politiche di protezione delle frontiere.

Il ministro ombra per l’Immigrazione Jonno Duniam ha chiesto il ripristino dei Temporary Protection Visa e dei Safe Haven Enterprise Visa, affermando che l’incremento delle concessioni confermerebbe le critiche mosse dalla Coalizione fin dalla creazione del nuovo percorso.

Secondo Duniam, la modifica avrebbe indebolito la Operation Sovereign Borders e compromesso l’impostazione secondo cui chi tenta di raggiungere l’Australia con un viaggio marittimo non autorizzato non dovrebbe poi ottenere un insediamento permanente nel Paese.

Molti dei destinatari delle modifiche introdotte nel 2023 erano arrivati via mare tra il 2009 e il 2014 e avevano successivamente ottenuto TPV o SHEV, strumenti che consentivano di restare in Australia senza offrire una via automatica alla permanenza definitiva.

Oltre la metà dei visti Resolution of Status è stata concessa nei primi 18 mesi dal lancio del programma, mentre nel 2025-26 il numero delle concessioni è aumentato del 22 per cento. Tra i principali Paesi d’origine figurano Iran, con 6.513 beneficiari, e Afghanistan, con 4.573.

Chi riceve un Resolution of Status diventa residente permanente e può successivamente richiedere la cittadinanza australiana se soddisfa i requisiti previsti. Il Dipartimento specifica inoltre che i richiedenti devono superare i controlli sanitari, di carattere e di sicurezza.

Secondo le stime citate, circa 17mila beneficiari avrebbero già raggiunto, o sarebbero prossimi a raggiungere, i requisiti di residenza necessari per la cittadinanza.