CANBERRA – Pauline Hanson ha chiesto al governo Albanese di introdurre poteri federali più incisivi contro il terrorismo di matrice islamista, sostenendo che le norme dovrebbero colpire direttamente predicatori radicali, reti di reclutamento e centri religiosi coinvolti nell’incitamento alla violenza.

L’intervento della leader di One Nation giunge dopo le notizie su un predicatore di Melbourne che avrebbe esortato i propri seguaci a “prendere le armi” contro cristiani ed ebrei in Australia.

Secondo Hanson, il governo dovrebbe poter chiudere centri di preghiera estremisti e smantellare le strutture che favoriscono il reclutamento terroristico.

“Il primo dovere di un governo è proteggere gli australiani. Il Partito laburista sta fallendo in questo compito”, ha dichiarato, accusando l’esecutivo di ricorrere a norme generiche anziché affrontare direttamente il fondamentalismo islamista.

Hanson ha chiesto una legislazione mirata contro i predicatori che incoraggiano la violenza terroristica e contro le reti che li sostengono, affermando che ASIO e Australian Federal Police dovrebbero ricevere risorse e poteri specifici per intervenire.

“Cristiani e induisti non invocano la jihad”, ha affermato Hanson, sostenendo che il governo dovrebbe smettere di trattare tutte le comunità come se presentassero lo stesso livello di rischio e concentrare invece le misure sui predicatori fondamentalisti e sulle reti che, a suo giudizio, incoraggiano la violenza terroristica. 

La senatrice ha inoltre sollecitato maggiori facoltà federali per chiudere moschee e centri di preghiera ritenuti coinvolti nella diffusione dell’estremismo o nel reclutamento.

Il dibattito si inserisce nel più ampio confronto sulle leggi contro l’odio. La normativa federale è stata rafforzata per includere l’incitamento o la minaccia di violenza, con pene applicabili anche ai leader religiosi.

Il governo Albanese aveva inizialmente proposto anche un reato federale di vilipendio razziale legato all’incitamento all’odio, ma la misura era stata successivamente abbandonata per mancanza di sufficiente sostegno parlamentare e per le obiezioni sollevate sulla libertà di espressione.

La restante legislazione è stata approvata con il sostegno dei Liberali, mentre Nazionali e Verdi si sono opposti.

One Nation ha inoltre chiesto di impedire il ritorno in Australia di quei cittadini che hanno combattuto per organizzazioni terroristiche all’estero, sostenendo il proprio Foreign Terrorist Fighters Bill. Il provvedimento era stato esaminato da una commissione del Senato, che nel rapporto finale aveva raccomandato di non approvarlo.

Hanson ha anche chiesto al governo di chiarire se fondi pubblici siano destinati a organizzazioni islamiche che incoraggiano o agevolano attività terroristiche.

Le richieste vengono avanzate mentre le agenzie di sicurezza continuano a richiamare l’attenzione sul rischio rappresentato dall’estremismo violento. Il direttore generale dell’ASIO Mike Burgess ha recentemente dichiarato di non poter escludere che l’Iran possa cercare di colpire importanti esponenti della comunità ebraica australiana, precisando però che al momento non esiste una minaccia immediata oggetto di indagine.