ROMA - David Rossi sarebbe stato aggredito in modo violento e rapido nel suo ufficio da più persone, almeno due e di corporatura robusta, prima di precipitare dalla finestra della sede di Monte dei Paschi di Siena, nel 2013. 

È quanto emerge da una prima valutazione tecnica dopo le simulazioni svolte a Roma, con l’ausilio dei Ris, nell’ambito della perizia disposta dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte dell’ex capo della comunicazione di Mps. 

Secondo la ricostruzione emersa dalle prove, Rossi sarebbe stato cosciente prima della caduta e avrebbe quindi molto probabilmente cercato di difendersi. Una volta finito fuori dalla finestra, avrebbe tentato di aggrapparsi al bordo, e gli aggressori lo avrebbero tenuto, forse in un tentativo di intimidazione, ma poi la presa sarebbe mancata e Rossi sarebbe precipitato. 

La perizia è cominciata questa mattina all’università del Foro Italico, a Roma. All’interno della palestra è stata ricostruita la scena degli attimi precedenti alla morte: una finestra con le stesse dimensioni di quella della sede Mps in Rocca Salimbeni e un atleta dei carabinieri, della stessa corporatura di Rossi, impiegato per simulare i movimenti di reazione della vittima. 

Le verifiche hanno preso in esame diverse ipotesi attraverso la dinamica della traumatologia forense, e la caduta è stata simulata con uno, due o tre aggressori, sia con la vittima cosciente sia in condizioni di incoscienza. 

Le operazioni sono state affidate al medico Robbi Manghi e all’ortopedico Marco Nigrisoli, insieme al tenente colonnello Adolfo Gregori del Ris e con l’ausilio dei vigili del fuoco. 

Sul posto era presente anche il presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta, Gianluca Vinci.