PAVIA - La Procura di Pavia ha chiuso per la seconda volta le nuove indagini a carico di Andrea Sempio per il delitto di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco nel 2007.  

Dopo gli accertamenti integrativi disposti a fine maggio, successivi alla prima chiusura dell’inchiesta e alle consulenze delle difese, i pm hanno depositato nuovi atti per rafforzare l’impianto accusatorio. 

Il caso era già arrivato a una condanna definitiva nei confronti di Alberto Stasi, fidanzato della vittima e finora unico condannato per il delitto. 

Il nuovo avviso di conclusione delle indagini prelude alla richiesta di processo per omicidio aggravato dalla crudeltà e dall’odio verso la vittima. L’imputazione, secondo quanto riferito dalla difesa, resterebbe quindi la stessa indicata nel precedente atto del 6 maggio. 

Tra i nuovi elementi depositati ci sono consulenze sull’impronta di scarpa con suola a pallini, trovata sulla scena del crimine, e sul Dna. In un lungo comunicato, il procuratore di Pavia Fabio Napoleone scrive che i consulenti tecnici della Procura hanno depositato una nota sulle dimensioni di una scarpa Frau taglia 42, risultata compatibile con le misure del piede di Sempio. 

L’impronta, nel processo del 2007, era stata attribuita proprio a Stasi.  

Nel comunicato della Procura entra anche un passaggio delicato sulle analisi genetiche eseguite sui pedali della bicicletta attribuita a Stasi. All’epoca, un primo esame aveva indicato la presenza di un profilo genetico attribuito a Chiara Poggi: quel dato fu considerato rilevante, perché sembrava collegare la bici del fidanzato alla vittima.  

Secondo quanto ricostruito ora dai pm, però, il giorno successivo lo stesso campione sarebbe stato sottoposto ad altre due analisi, risultate entrambe negative. Di queste contro-analisi, che avrebbero potuto mettere in discussione il risultato iniziale, non sarebbe però stata trovata traccia negli atti del procedimento e del processo a carico di Stasi. 

Il dato è stato individuato dai consulenti della difesa di Stasi, Ugo Rici e Pasquale Linarello, sulla base dei Raw Data consegnati alla Procura di Pavia dal Ris di Parma il 6 novembre 2025 nell’ambito dell’inchiesta su Sempio. Secondo i consulenti, quelle contro-analisi sarebbero state idonee a scagionare Stasi già 19 anni fa, ma non erano presenti nel fascicolo. 

La Procura spiega di avere acquisito la consulenza della difesa Stasi e di avere poi incaricato i propri esperti, Carlo Previderè e Pierangela Grignani, di svolgere una valutazione critica dei risultati contrastanti.  

I consulenti dei pm, scrive Napoleone, hanno confermato l’esistenza delle corse elettroforetiche negative del 20 settembre 2007 e, proprio per la discordanza con il dato del giorno precedente, hanno concluso che all’epoca sarebbe stato opportuno un approfondimento. Dalle nuove indagini, però, non risulta che quell’approfondimento sia stato effettuato. 

Il procuratore precisa anche che “nessuna richiesta finalizzata alla formulazione di una proposta di revisione della sentenza di condanna di Alberto Stasi” è mai stata rivolta alla procuratrice generale, che sarà comunque tenuta informata su ogni aspetto ritenuto di possibile interesse. 

I pm, decorsi i termini di legge, dovranno decidere sull’azione penale, e la prospettiva indicata dalla Procura è la richiesta di rinvio a giudizio per Sempio. 

I legali della famiglia Poggi, Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, contestano la riapertura del caso nei confronti di un possibile colpevole alternativo. “Ci auguriamo che la vicenda possa essere sottoposta quanto prima alla competente Corte di Appello, la quale potrà rilevare l’assenza di qualsiasi elemento di novità, ponendo auspicabilmente fine all’impropria ricerca di un colpevole alternativo”, scrivono.