VARSAVIA - La Polonia abbatterà i velivoli stranieri nello spazio aereo nazionale sulla base delle sole rilevazioni radar, superando l’obbligo di identificazione visiva finora richiesto in tempo di pace. Ad annunciarlo è stato il viceministro della Difesa polacco, Cezary Tomczyk, illustrando una misura di ingaggio straordinaria, di norma riservata a scenari di legge marziale o a uno stato di guerra formale.
La modifica normativa concederà un margine di manovra immediato ai vertici militari e ai piloti in pattugliamento: la decisione permetterà “al pilota o al comandante operativo di decidere di abbattere un velivolo straniero sulla base delle rilevazioni radar o di altre informazioni che entrano nel sistema”, ha spiegato Tomczyk. “Non possiamo restare inerti di fronte alle minacce, e tutto indica che non potranno che aumentare”, ha sottolineato il viceministro, precisando che la svolta è legata al fatto che il Paese “si trova ad affrontare quotidianamente la possibilità che droni entrino nel suo territorio”.
La misura mira a blindare i confini della Polonia (Nazione membro di Nato e Unione Europea e principale snodo logistico per il transito degli aiuti militari e umanitari occidentali diretti a Kiev) mentre il conflitto nella vicina Ucraina si avvia verso il quinto inverno. All’inizio del mese, il premier Donald Tusk aveva avvertito che le strategie di Mosca prevedono attacchi “ibridi” con droni e missili rivolti anche contro i Paesi alleati di Kiev, inclusa Varsavia, che ha più volte denunciato provocazioni sul proprio territorio, incursioni di vettori e violazioni dello spazio aereo.
Sul fronte ucraino, un bombardamento russo ha centrato la sede dell’Accademia Nazionale delle Scienze a Kiev, nel quartiere di Shevchenkivskyi. Secondo quanto reso noto da Ukrinform, l’attacco ha parzialmente distrutto lo storico edificio, scatenando un incendio e provocando morti e feriti, tra cui almeno una vittima accertata.
I media locali hanno diffuso immagini dell’immobile in fiamme, con diverse persone costrette ad arrampicarsi fuori dalle finestre per sfuggire al fuoco. “Era una giornata lavorativa, c’erano molte persone”, ha riferito il servizio stampa dell’ente, mentre il capo dell’amministrazione statale di quartiere, Oleksandr Sazanovych, ha confermato: “Purtroppo, ci sono feriti e morti”.
Fondata nel 1918, l’Accademia è il principale ente scientifico statale del Paese e coordina in piena autonomia gestionale e scientifica decine di istituti di ricerca in ambiti che spaziano dalla fisica all’informatica e alle scienze umane.
Nel frattempo, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha lanciato un nuovo monito contro le autorità ucraine: “All’Ucraina toccherà pagare il prezzo delle sue azioni degli ultimi mesi e questa sta già avvenendo con gli attacchi delle Forze Armate russe”.