BRUXELLES - La Russia sta preparando una nuova serie di atti di sabotaggio in territorio europeo. È l’allarme lanciato dall’Alta rappresentante dell’Unione europea per la Politica estera, Kaja Kallas, al suo arrivo al Consiglio Affari Esteri in formato Difesa a Bruxelles.
Nel suo intervento, Kallas ha invitato gli Stati membri a mantenere elevato il livello di allerta, evidenziando le indicazioni raccolte dai servizi di informazione: “Dobbiamo restare vigili perché dalle nostre informazioni di intelligence emerge che la Russia sta pianificando ulteriori atti di sabotaggio e attacchi contro le nostre democrazie, con l’obiettivo di dividere le nostre società, intimidirle e dissuaderle dal continuare ad aiutare l’Ucraina”.
L’Alta rappresentante ha sottolineato la necessità di passare da un atteggiamento difensivo ad azioni preventive coordinati: “È qualcosa che hanno in mente e di cui dobbiamo tenere conto, per essere pronti a fronteggiare queste minacce. Inoltre, quando disponiamo di informazioni di intelligence, dobbiamo essere già in grado di reagire prima ancora che questi attacchi abbiano luogo”.
Accanto al tema della sicurezza interna, Kallas ha rilanciato l’urgenza di potenziare le difese aeree delle forze armate ucraine. “L’Ucraina ha urgente bisogno di difesa aerea. Rinnoviamo l’appello a quei Paesi che dispongono di questi sistemi nelle proprie scorte affinché valutino come poterli effettivamente fornire all’Ucraina, in modo che, nel frattempo, i missili Patriot che vengono prodotti possano successivamente andare a rimpinguare le loro scorte”.
Il problema, ha precisato il vertice della diplomazia europea, riguarda una scarsità strutturale di forniture a livello globale: “Sono preoccupata per la produzione in generale, perché tutti hanno bisogno di più sistemi di difesa aerea. Se guardiamo al Medio Oriente e all’Ucraina, è molto chiaro che tutti ne hanno bisogno di più e non ne abbiamo a sufficienza nelle scorte. Alcuni Paesi ne dispongono. Ecco perché chiediamo anche di mettere ora a disposizione questi sistemi presenti nelle scorte e di produrne altri successivamente”.
In quest’ottica, Kallas ha accolto con favore le ultime decisioni sulla condivisione di tecnologie produttive: “Sono inoltre molto importanti i segnali positivi arrivati sulla concessione delle licenze e sulla possibilità di produrre questi sistemi anche altrove. Credo che questo sia estremamente importante, perché il fabbisogno di difesa aerea è molto elevato”.
Sul fronte delle misure economiche contro Mosca, Kallas ha ribadito la volontà dell’Unione di inasprire la pressione economica: “Dobbiamo assolutamente aumentare la pressione sulla Russia con ulteriori inserimenti nell’elenco Ue dei sanzionati, al fine di colpire il complesso militare-industriale e le finanze della Russia per fermare il conflitto”. L’Alta rappresentante ha spiegato che la Commissione sta vagliando le proposte dei Governi nazionali per garantire la massima solidità giuridica: “Stiamo esaminando tutte le proposte avanzate dagli Stati membri per verificare che si tratti di fascicoli solidi in grado di reggere a un eventuale vaglio giudiziario: per questo motivo la procedura richiede tempo”.
Kallas ha tuttavia definito “deplorevole” la recente decisione degli Stati membri di escludere dalla lista dei sanzionati due importanti oligarchi russi, Alisher Usmanov e Mikhail Fridman. Ciononostante, ha invitato a considerare la revisione strutturale del meccanismo sanzionatorio approvata contestualmente: “Dobbiamo prenderne atto e concentrarci sull’aspetto positivo: 2.998 persone sanzionate saranno soggette alle sanzioni per tre anni e ora il meccanismo è invertito, quindi per rimuoverle serve il consenso di tutti, mentre la proroga non richiede più l’unanimità“.
La questione del sostegno economico a Kiev è stata ripresa anche dall’Irlanda, Paese che detiene la presidenza di turno del Consiglio dell’Ue. La ministra degli Esteri irlandese, Helen McEntee, ha chiesto di non escludere alcuna soluzione finanziaria: “Tutte le opzioni per garantire assistenza finanziaria all’Ucraina devono rimanere sul tavolo, compresi i beni congelati”. Pur riconoscendo che “alcuni colleghi hanno evidenziato criticità non ancora del tutto risolte”, McEntee ha espresso fiducia nell’operato della Commissione europea per superare le riserve emerse tra i Ventisette.
Ricordando i “molti progressi” compiuti con lo sblocco dello Strumento europeo per la pace e le erogazioni già effettuate, la ministra irlandese ha rimarcato la priorità dei versamenti: “All’Ucraina sono già stati erogati 15 miliardi del prestito ed è essenziale stanziare la parte restante il prima possibile. Dobbiamo garantire che tutti i fondi previsti per quest’anno vengano versati e che all’inizio del prossimo anno sia fornita ulteriore assistenza”.
L’intervento di Kallas si è concluso con un richiamo alla crisi in Medio Oriente e al rafforzamento della missione navale europea Aspides nel Mar Rosso. “Discuteremo anche della situazione in Medio Oriente, in particolare delle nostre operazioni navali nella regione. Abbiamo l’operazione Aspides, ma per renderla operativa nella regione servono più unità navali. La necessità è maggiore che mai”, ha dichiarato l’Alta rappresentante, sottolineando il divario tra i mezzi disponibili e il volume dei compiti richiesti: “Riceviamo molte richieste di scorta alle navi, ma abbiamo bisogno di unità navali che siano in grado di svolgere anche questo compito”.