ATLANTA – Poteva essere la classica partita iniziata male e finita peggio. Ma l’Argentina ha dimostrato che, se è il cuore a sostenere gambe e polmoni, arrivano anche i miracoli: 3 gol di seguito, segnati tutti negli ultimi 13 minuti di gioco.
L’Argentina supera gli ottavi e manda a casa l’Egitto, aggiudicandosi un glorioso 3-2. Glorioso e inaspettato, dato le premesse: niente lasciava presagire un recupero di queste dimensioni.
L’Egitto domina tutto il primo tempo, con il primo gol di Yasser Ibrahim al 15’, con un colpo di testa che coglie di sorpresa il portiere argentino Dibu Martínez. È la prima volta che la Nazionale di Lionel Scaloni inizia in svantaggio una partita.
L’occasione mancata arriva al 20’, con un rigore a favore dell’Argentina per fallo su Nicolás Tagliafico. Leo Messi batte, ma il portiere egiziano Oufa Shoberi riesce a parare e si trasforma nel protagonista della partita, ripetendo l’impresa con eleganza e precisione al 27’ e al 30’.
Quello del 2026 sarà ricordato come il “Mondiale dei portieri”. Dopo il capoverdiano Vozinha, rivelazione sportiva e umana di una squadra che ha saputo guadagnarsi il rispetto del pubblico e degli avversari, oggi tocca a Shoberi, sconosciuto ai più fino a pochi giorni fa, con nemmeno una partita giocata in Europa.
Dove non arriva Shoberi supplisce la sorte. Al 38’, un tiro di Nicolás Tagliafico, che tutti avevano già visto dentro (Scaloni era già scattato in piedi), manca la rete per un soffio.
Al 60’ l’Egitto segna di nuovo, su spettacolare e fulmineo contropiede di Mostafa Ziko, ma il gol viene annullato dall’arbitro, il francese François Letexier, dopo l’analisi del Var che evidenzia un fallo precedente, commesso dai giocatori egiziani ai danni del difensore argentino Lisandro Martínez.
L’Egitto protesta, ma il 2-0 per loro arriva comunque, sempre a opera di Ziko, al 67’.
L’Argentina attacca, ma senza effetti concreti fino al 79’, quando Cuti Romero riporta in alto il morale e la dignità con il gol del 2-1. Ma quella rete non poteva limitarsi a diventare il punto della bandiera.
Infatti ci riprova Messi all’82’, con un’azione elegante ma sfortunata che finisce fuori. Non si perde d’animo e un minuto dopo riporta la squadra in parità.
Al 2’ di recupero, arriva il terzo gol dell’Argentina, su colpo di testa di Enzo Fernández, che questa volta coglie totalmente di sorpresa Shoberi.
L’ansia dei tifosi degli ultimi istanti di gioco si scioglie nell’urlo che accoglie il fischio finale, mentre nelle strade di Buenos Aires i clacson suonano tutti all’unisono.
Con questa rimonta l’Argentina continua a coltivare il sogno del bis mondiale e conferma una delle caratteristiche che hanno contraddistinto la squadra di Lionel Scaloni: la capacità di non arrendersi mai, anche quando tutto sembra già perduto. Ai quarti affronterà la vincente della sfida tra Svizzera e Colombia, con la consapevolezza che, dopo una serata del genere, niente sarà impossibile per “los muchachos de la Scaloneta”.