ROMA - “La squadra sta cominciando a fare quello che vogliamo. Pressione alta, squadra alta, andare uomo su uomo quando costruiscono dal basso. Si rischia qualcosina, ma anche la condizione sta migliorando. Siamo contenti perché c’è entusiasmo. Poi è normale, il livello lo dobbiamo alzare, qualcosina ci manca. Guardiamo quanto abbiamo in casa al momento, stiamo lavorando bene ed è normale che vada alzata l’asticella”. Così l’allenatore della Lazio, Gennaro Gattuso, ai microfoni del club dopo l’amichevole contro l’Avellino vinta per 6-3.

Domani subito un altro impegno, contro l’Ascoli, per proseguire la preparazione della nuova stagione: “Siamo contenti, già il fatto di non aver perso giocatori per infortuni importanti vuol dire che abbiamo fatto meno danni possibili, ed è un vantaggio - sottolinea Gattuso -. Bisogna essere bravi a dare continuità. La prima parte del lavoro duro l’abbiamo fatto adesso andiamo ad alzare i giri”.

A proposito di allenamenti, il tecnico della Lazio è tornato sul “caso” Taylor di mercoledì: “Chi mi conosce sa come ragiono, che stile ho. Per me dopo mezz’ora è finito tutto e l’avete visto anche cosa è successo nel pomeriggio. Dobbiamo avere questo spirito qua”.

Nell’amichevole di questa mattina a Formello, Gattuso ha ritrovato Alessandro Nesta, che siede sulla panchina dei “Lupi”: “Sandro è stato un grandissimo compagno, al Milan e in Nazionale, ci sentiamo spesso. Come giocatore era un campione, come allenatore ha delle buonissime idee, ci confrontiamo spesso. Gli voglio bene e ho grande stima di lui”.

Doveroso, poi, il ricordo personale di Franco Baresi: “Quando parlavo con Franco mi mettevo sull’attenti perché era il capitano. Era un uomo che parlava e sorrideva poco, ma quelle poche parole che gli uscivano non le sbagliava - ricorda Gattuso -. Era unico, una leggenda, quando ci parlavi ti dava questa sensazione. È venuto a mancare presto, ma è andato a fare compagnia a tanti grandi campioni.

Sicuramente rimarrà nella storia del calcio mondiale. Sono d’accordo con chi dice che bisognerebbe dargli il Pallone d’Oro alla carriera, perché ha cambiato il ruolo del libero”, conclude il tecnico biancoceleste.