MALDIVE – Il governo delle Maldive intende introdurre una nuova legge sulle immersioni tecniche dopo il tragico incidente in cui cinque italiani sono morti durante l’esplorazione di una grotta subacquea oltre l’attuale limite regolamentare dei 30 metri.

Lo ha annunciato il portavoce del Governo, Mohamed Hussain Shareef, spiegando che la futura normativa servirà a regolamentare questo tipo di attività subacquee. Con l’avvio del processo per autorizzare le immersioni tecniche, le Maldive restano al momento una delle poche destinazioni mondiali dove tali pratiche sono ancora vietate.

Parlando durante il briefing con la stampa, Shareef ha spiegato che, una volta approvata la nuova legge, verranno rilasciati permessi a ricercatori e subacquei tecnici certificati. “Dal momento che si tratta di ricercatori e di subacquei che utilizzano attrezzature specialistiche un’attività che non può essere svolta senza competenze specifiche e un altissimo livello di esperienza implementeremo e regolamenteremo tutto attraverso linee guida molto rigorose”, ha dichiarato il portavoce.

Shareef ha precisato che le discussioni preliminari per la stesura della legge sono appena iniziate, ma che sia l’approvazione del testo sia la definizione dei regolamenti dovrebbero procedere rapidamente. Ha inoltre aggiunto che il quadro normativo verrà elaborato in consultazione con gli operatori del settore.

Le spoglie mortali di quattro dei subacquei italiani, morti all'inizio di questo mese all'interno di una profonda grotta sottomarina durante un'immersione alle Maldive, sono stati rimpatriati sabato scorso, ha riferito un portavoce del governo maldiviano.

Le quattro bare sono arrivate all'aeroporto di Milano-Malpensa, e i corpi sono stati trasferiti in un obitorio per l'inizio delle autopsie.

Mohamed Hussain Shareef ha dichiarato che sono state avviate due indagini: una sulla morte dei cinque subacquei italiani e l'altra per fare luce sul decesso del sub locale Mohamed Mahudhee, deceduto durante le operazioni di soccorso.

Shareef ha inoltre aggiunto che l'Italia ha accettato di condividere i risultati delle autopsie che verranno effettuate sui corpi rimpatriati.