CANBERRA - Altri 65mila australiani sono finiti in un solo mese nella fascia a rischio per il pagamento del mutuo, mentre famiglie e mercati attendono i nuovi dati sull’inflazione, decisivi per capire se la Reserve Bank of Australia (RBA) tornerà ad alzare i tassi d’interesse.

Secondo l’ultima rilevazione mensile di Roy Morgan, il numero di persone esposte al rischio di mortgage stress è salito a 1.538.000. Il dato viene pubblicato dopo tre aumenti consecutivi dei tassi d’interesse nel corso dell’anno, prima della decisione della RBA di lasciarli invariati nell’ultima riunione.

La definizione di mortgage stress utilizzata da Roy Morgan si basa sul rapporto tra rate del mutuo e reddito familiare. La soglia varia in base alle entrate e alle spese: destinare il 40% di un reddito basso al mutuo ha un effetto molto diverso rispetto alla stessa quota applicata a un reddito elevato.

Ancora più grave è la categoria “extremely at risk”, nella quale anche il solo pagamento degli interessi supera la soglia ritenuta sostenibile. In questa condizione si trovano 1.084.000 australiani, pari a circa un titolare di mutuo su cinque.

La direttrice generale di Roy Morgan, Michele Levine, ha detto che il mortgage stress è cresciuto per quattro mesi consecutivi, mentre i tassi sono aumentati tre volte, i prezzi delle case sono scesi in mercati chiave e la forza lavoro australiana si è ridotta per tre mesi di fila. Da gennaio a maggio, più di 65mila persone hanno già cercato aiuto presso la National Debt Helpline, con il mutuo tra le principali ragioni delle chiamate.

La governatrice della RBA, Michele Bullock, ha riconosciuto il peso sui debitori dopo l’ultima decisione sui tassi, ma ha ribadito che il controllo dell’inflazione resta la priorità. Secondo Bullock, l’inflazione colpisce tutti, soprattutto chi ha redditi bassi e non dispone di risparmi.

Per questo i dati dell’Australian Bureau of Statistics, attesi in giornata, saranno osservati con attenzione. Ad aprile l’inflazione era scesa al 4,2%, ancora sopra l’obiettivo della RBA del 2-3%. Le aspettative d’inflazione ANZ-Roy Morgan sono calate dal picco del 7,3% di marzo al 5,8%, riducendo almeno in parte le esigenze di un nuovo rialzo.

Roy Morgan prevede però un ulteriore peggioramento: a luglio le persone a rischio potrebbero salire a 1.562.000, pari al 29,5% dei titolari di mutuo. Un altro rialzo di 25 punti base ad agosto porterebbe il tasso al 4,6% e spingerebbe altri 62mila australiani oltre la soglia. La cifra si avvicinerebbe così al picco registrato in occasione della crisi finanziaria globale, quando il 35,6% dei mutuatari era ritenuto a rischio.