SYDNEY - La donna ferita che ha riportato gravissime ferite in seguito a un attacco di uno squalo a Coogee Beach, ha pronunciato le sue prime parole dopo essere stata temporaneamente risvegliata dal coma indotto nel reparto di terapia intensiva.

Il 13 giugno, la 34enne stava nuotando tra le bandiere di sicurezza, a circa 30 metri dalla riva, quando è stata attaccata da un grande squalo bianco di circa 3,5 metri. Le ferite riportate erano potenzialmente fatali. Stewart era stata trasportata d’urgenza al St Vincent’s Hospital di Darlinghurst, dove in seguito le è stato amputato un braccio.

L’aggiornamento sulle sue condizioni è stato dato dal fratello tramite la pagina GoFundMe aperta per la famiglia. Dopo una settimana di sostegno vitale e interventi chirurgici ripetuti, i medici sono riusciti a estubarla e a ridurre la sedazione per un breve periodo.

“Questo ha permesso a Leah di condividere le sue prime parole, ‘I love you’, con sua madre e il compagno Fernando, che sono rimasti al suo fianco in terapia intensiva dall’incidente”, ha scritto il fratello. I primi pensieri della donna, ha aggiunto, sono stati per la figlia di 18 mesi.

La famiglia ha descritto il progresso come un passo inatteso e quasi miracoloso, pur precisando che la situazione resta seria. Stewart è già passata attraverso cinque giorni di operazioni e dovrà sottoporsi ad altri interventi nelle prossime settimane. Rimane in terapia intensiva e continuerà a necessitare di cure costanti.

Il compagno Fernando era all’estero per lavoro quando è avvenuto l’attacco ed è rientrato immediatamente per raggiungerla in ospedale. La famiglia ha ringraziato chi ha dato aiuto attraverso messaggi, preghiere, vicinanza e donazioni.

Il salvataggio in acqua è stato possibile anche grazie all’intervento del guardaspiaggia, il volontario Charlie Verco, che ha assistito all’attacco. Verco ha raccontato ad ABC che l’acqua si era fatta rossa di sangue e di come Stewart fosse stata trascinata sotto prima di riemergere, quando lo squalo l’ha lasciata andare. Pur sotto choc, la donna era stata abbastanza lucida da chiedere aiuto e seguire le istruzioni.

Stewart è una nuotatrice esperta e ha un legame profondo con l’oceano. A novembre aveva nuotato più di 50 chilometri per beneficenza, raccogliendo fondi per la ricerca sul cancro al seno.

Ora la misura della sua forza è diversa: non una traversata, ma la ripresa lenta dopo un trauma estremo. Le prime parole, per la famiglia, valgono già come un inizio.