BUENOS AIRES – Pragmatismo e diplomazia. Sono ormai lontani i tempi dei governi kirchneristi, in cui l’Argentina guardava ai Paesi Brics come principali partner industriali e commerciali.
Approvato il trattato di libero scambio con l’Unione Europea, anche il governatore della Provincia di Buenos Aires, Axel Kicillof, guarda a ovest. E ha incontrato martedì 23 giugno l’ambasciatore dell’Unione Europea, Erik Høeg, e i rappresentanti diplomatici di 21 Paesi membri del blocco di Bruxelles.
L’incontro si è svolto nell’Ambasciata dell’Unione Europea nella Città di Buenos Aires, alla presenza Carlos Bianco, ministro di Governo della Provincia, responsabile di tutto ciò che è infastruttura e opera pubblica, nonché mano destra di Kicillof. Era presente anche il sottosegretario alle Relazioni internazionali e intergiurisdizionali Juan Manuel Padín.
Nel 2025 l’Unione Europea si è consolidata come il principale investitore estero in Argentina, con oltre 1.200 imprese attive in settori strategici quali industria, energia, agroalimentare, attività mineraria e telecomunicazioni.
In questo contesto, l’agenda di lavoro comune offre concrete opportunità di cooperazione per sostenere lo sviluppo della Provincia di Buenos Aires in ambito tecnologico, con particolare attenzione al finanziamento della transizione energetica, alla sovranità digitale, all’intelligenza artificiale e alla collaborazione scientifica e tecnologica.

Una fase dei lavori.
All’incontro hanno partecipato ambasciatori e rappresentanti diplomatici di Germania, Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Danimarca, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Finlandia, Francia, Grecia, Ungheria, Irlanda, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania e Svezia