PYONGYANG - Il leader nordcoreano Kim Jong Un ha ordinato un ulteriore rafforzamento dell’arsenale nucleare del Paese “con l’obiettivo di superare il resto mondo”, mentre torna a intensificare la propria retorica contro Stati Uniti, Corea del Sud e Giappone. Lo ha riferito l’agenzia ufficiale Kcna, riportando i lavori della seconda riunione plenaria del nono Comitato centrale del Partito dei lavoratori di Corea, tenutasi per tre giorni sotto la presidenza di Kim. 

Nel corso dell’incontro, dedicato alla valutazione dell’attuazione delle politiche nella prima metà dell’anno e all’agenda definita dal congresso del partito di febbraio, il regime ha riaffermato la centralità della strategia nucleare, definita “il nucleo della sovranità militare” e “il perno” della deterrenza nazionale. Secondo la Kcna, il plenum ha stabilito all’unanimità che “esercitare pienamente la posizione di stato dotato di armi nucleari è la via più corretta e unica” per affrontare uno scenario internazionale giudicato sempre più instabile. 

“Con la tecnologia nucleare come base, saranno attuati con velocità crescente piani più ampi, innovativi e incoraggianti”, ha riferito l’agenzia, aggiungendo che Kim ha indicato l’obiettivo di potenziare “senza sosta” le capacità militari del Paese “a modo nostro e con l’obiettivo di superare il resto del mondo”.  

Tra le decisioni emerse dalla riunione figura anche l’accelerazione della costruzione di un incrociatore strategico lanciamissili da 10mila tonnellate, progetto approvato dal partito ad aprile. Pyongyang ha inoltre ribadito la definizione della Corea del Sud come “lo stato più ostile”, criticando duramente la cooperazione militare tra Seul e Washington, in particolare il Gruppo consultivo nucleare, riunitosi all’inizio del mese. 

La Kcna ha descritto il forum come “un organismo di guerra nucleare il cui scopo è attaccare” la Corea del Nord, sostenendo che siano stati discussi “scenari dettagliati di guerra nucleare”, incluse modalità operative, sequenze delle missioni ed esercitazioni. 

Kim ha poi sottolineato la necessità di rafforzare “il confine meridionale” e di costruire nuove basi navali e infrastrutture militari, mentre nelle ultime settimane Pyongyang ha intensificato il dispiegamento di unità di prima linea lungo la frontiera con la Corea del Sud. 

Nel suo intervento, il leader nordcoreano ha esteso le critiche anche al Giappone, accusandolo di trasformarsi in “uno stato di guerra”. Kim lo ha descritto come “un paese sconfitto in Asia”, che “si è apertamente trasformato in uno stato di guerra prendendo le attuali circostanze inquietanti come un’occasione per liberarsi di tutte le catene che limitavano le sue mosse per diventare una potenza militare”, ha affermato, aggiungendo che tale evoluzione “sta provocando una forte reazione e seria preoccupazione nella comunità internazionale”. 

A Tokyo, il portavoce del governo Minoru Kihara ha evitato un commento diretto alle dichiarazioni di Pyongyang, ribadendo tuttavia che la politica di difesa giapponese resta invariata. Il Giappone, ha sottolineato, mantiene una postura “esclusivamente orientata alla difesa” e capacità minime necessarie all’autodifesa.  

“Le affermazioni secondo cui il Giappone starebbe diventando una potenza militare o starebbe facendo rinascere il militarismo sono infondate”, ha dichiarato Kihara, invitando Pyongyang a rispettare pienamente le risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’Onu che vietano attività nucleari e missilistiche. 

Kim ha infine accusato Stati Uniti e Corea del Sud di aggravare “in modo estremo” la situazione nella penisola coreana attraverso il potenziamento militare, le esercitazioni congiunte e attività di intelligence, sollecitando un ulteriore rafforzamento delle capacità difensive nordcoreane. 

La riunione plenaria ha anche prodotto cambiamenti ai vertici del partito: Jo Yong Won è stato nominato segretario del Comitato centrale, tornando a occupare una delle posizioni più influenti del regime, mentre Kim Jae Ryong è stato rimosso dal presidium dell’Ufficio politico e dai suoi incarichi di partito. La Kcna non ha fornito spiegazioni. 

Sul piano economico, il carbone è stato indicato come settore strategico prioritario. Il plenum ha chiesto una riforma nazionale dell’industria mineraria e delle comunità collegate, mentre Kim ha definito il superamento dell’arretratezza del comparto una priorità strategica non solo per l’attuale piano quinquennale, ma anche per lo sviluppo di lungo periodo del Paese.