OTTAWA - Tre persone, tra cui un agente di polizia e il presunto autore dell’attacco, sono morte in una sparatoria avvenuta in un quartiere a forte presenza ebraica di Montreal. La terza vittima è un residente del quartiere Côte-des-Neiges, nella parte occidentale della città, dove è avvenuto l’attacco, area caratterizzata dalla presenza di numerosi negozi e ristoranti della comunità ebraica.
Secondo la polizia, la situazione si è rapidamente evoluta in un conflitto a fuoco tra l’aggressore e le forze dell’ordine. “La minaccia immediata è stata neutralizzata”, ha dichiarato in conferenza stampa il capo della polizia di Montreal (Spvm), Fady Dagher.
“Abbiamo un sospetto ed è stato abbattuto”, ha aggiunto, precisando che vi è stato uno scambio di colpi d’arma da fuoco tra l’uomo e gli agenti. Le motivazioni dell’attacco restano al momento sconosciute.
Una poliziotta è rimasta ferita, ma le sue condizioni non sono considerate gravi. Dagher ha descritto l’accaduto come “un incubo”, ricordando che l’ultima morte in servizio di un agente della polizia di Montreal risale al 2002.
Sui social network sono circolate immagini non verificate, che mostrerebbero un uomo in abiti militari armato di fucile, disteso a terra dopo l’intervento delle forze dell’ordine. L’allarme era scattato in seguito alla segnalazione di un testimone che aveva riferito la presenza di una persona armata nella zona.
Le autorità non hanno fornito al momento dettagli sulle circostanze precise della sparatoria né sul possibile motivo. “Per il momento non conosciamo il movente dietro a tutto questo”, ha dichiarato all’emittente Radio-Canada il ministro della Sicurezza interna del Quebec, Ian Lafrenière.
Poco prima di mezzogiorno è stato dispiegato un ampio dispositivo di sicurezza: ai residenti è stato chiesto di restare in casa e un’autostrada urbana che attraversa la zona è stata chiusa al traffico. L’operazione si è conclusa dopo poco più di tre ore.
La reazione delle istituzioni e delle organizzazioni comunitarie è stata immediata. Il Centre consultatif des relations juives et israéliennes (Cija) ha assicurato di seguire da vicino la situazione, affermando che “la sicurezza della nostra comunità resta la nostra priorità assoluta” e invitando la popolazione a seguire le indicazioni delle autorità.
La sindaca di Montreal, Soraya Martínez Ferrada, ha espresso “le più sincere condoglianze alla famiglia, ai parenti e ai colleghi dell’agente morto in servizio”. Anche la premier del Quebec, Christine Fréchette, ha sottolineato che è “essenziale lasciare lavorare le autorità” e ha invitato a “evitare qualsiasi speculazione”.