GINEVRA - “Il caldo non è più solo una questione meteorologica. È un’emergenza sanitaria”. È il monito lanciato dal direttore regionale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per l’Europa, Hans Kluge.

“L’aumento delle temperature sta già mettendo a rischio vite umane e mettendo sotto pressione i sistemi sanitari in tutta la Regione europea dell’Oms”, scrive in un post su X, rilanciando i contenuti di un’intervista alla Bbc News. 

L’allarme arriva mentre una nuova ondata di calore investe gran parte del continente. In Italia oggi sono 15 le città da bollino rosso, livello di massima allerta che segnala condizioni di emergenza con possibili effetti sulla salute non solo dei soggetti fragili, ma anche delle persone sane e attive. 

Ma l’emergenza non riguarda solo la Penisola. In Francia, duramente colpita dall’afa, il governo ha confermato “40 morti dal 18 giugno” per annegamento, molte delle quali tra giovani che cercavano refrigerio nei corsi d’acqua e nelle coste.

Il premier Sébastien Lecornu, dopo una riunione dedicata all’emergenza caldo, ha sottolineato: “L’ultimo dato che ci è stato comunicato è di 40 morti dal 18 giugno, per lo più tra i giovani. Sono le prime vittime della crisi con cui facciamo i conti”.  

Il primo ministro ha inoltre annunciato su X l’attivazione del piano Orsan al livello 2, con due priorità: “sostenere il sistema sanitario” e “proteggere e prendersi cura delle persone più vulnerabili”. 

Secondo i dati meteorologici preliminari, la scorsa notte è stata la più calda mai registrata dal 1947, con minime medie di 21,6 gradi, superando il precedente record del 2019. Sempre in Francia, la ministra per lo Sport e i Giovani Marina Ferrari ha riferito che già nel fine settimana scorso le vittime per annegamento erano state circa una ventina, segnalando un trend in forte aumento. 

Sul fronte delle infrastrutture e dei servizi, le conseguenze del caldo si fanno sentire anche nei luoghi simbolo del Paese: la Tour Eiffel ha annunciato la chiusura anticipata alle 16, “in via eccezionale”, per le “temperature estreme previste”, invitando i visitatori a “proteggersi dal sole” e a mantenere una “idratazione regolare”.  

Anche il Louvre ha disposto una chiusura anticipata sempre alle 16, a partire da domani e fino a sabato, spiegando che l’edificio storico “non è adattato a sufficienza ai cambiamenti climatici” e che “l’accumulo di calore si intensifica a fine giornata”, rendendo difficili le condizioni per visitatori e personale. 

“Il caldo estremo rappresenta un serio pericolo per la salute umana, specie per soggetti più fragili come anziani, bambini e cittadini con patologie preesistenti”, ricordano gli esperti della Società italiana di medicina ambientale (Sima). Il presidente Alessandro Miani spiega che il corpo umano “si raffredda attraverso la sudorazione, ma in determinate condizioni ambientali questo non è sufficiente”: l’umidità elevata può impedire l’evaporazione del sudore, con un rapido aumento della temperatura corporea e possibili danni agli organi vitali e al cervello.  

Le conseguenze, aggiunge, possono andare da disturbi lievi come crampi e svenimenti, fino a quadri più gravi come disidratazione, congestione e aggravamento di patologie croniche. 

Uno scenario confermato anche dal climatologo Antonello Pasini, fisico del clima e primo ricercatore del Cnr-Iia, che sottolinea come il Mediterraneo stia vivendo un processo di crescente estremizzazione climatica, con ondate di calore sempre più intense alternate a precipitazioni violente. Una dinamica che, avvertono gli esperti, è destinata a diventare sempre più frequente nel contesto del riscaldamento globale.